Lezione 1 · Canale 1 · giovedì 1 ottobre 2026

Fondamenti di comunicazione: segnali e modelli

FCI · Segnali

Il segnale

Un segnale è una grandezza fisica che varia nel tempo e porta un'informazione. L'elettrocardiogramma è un segnale elettrico x(t)x(t); i segnali sismici misurati da più sensori sono un altro esempio. Un'immagine è un segnale di due variabili spaziali, e un video aggiunge il tempo. Gli strumenti per i segnali monodimensionali valgono in gran parte anche per quelli bidimensionali, ma cambiano le caratteristiche e la difficoltà.

Un segnale certo (o deterministico) ha forma nota; uno aleatorio si descrive con una densità di probabilità. Il rumore è un segnale aleatorio, e un rumore gaussiano ha densità gaussiana. Qui si trattano solo segnali monodimensionali certi, cioè funzioni del tempo:

x:R→R,t↦x(t),−∞<t<+∞x:\mathbb R\to\mathbb R,\qquad t\mapsto x(t),\qquad -\infty<t<+\infty

Il modello di comunicazione

Una comunicazione ha una sorgente che produce il segnale, un mezzo che lo trasporta e un ricevitore a cui è destinato. Con i trasduttori si ottiene lo schema di un sistema di trasmissione:

SorgenteTrasduttore di sorgente (trasmettitore)Canale di comunicazioneTrasduttore di ricevitore (ricevitore)Ricevitore
Il segnale attraversa il canale e subisce attenuazione, distorsione, rumore additivo e interferenza.
  • Trasduttore di sorgente (trasmettitore): converte il flusso informativo prodotto dalla sorgente in un segnale adatto alla trasmissione e lo trasmette nel canale.
  • Canale di comunicazione: il mezzo trasmissivo in cui il segnale si propaga. Esempi: coppie simmetriche, cavi coassiali, radio, fibra ottica, luce in aria, infrarossi.
  • Trasduttore di ricevitore (ricevitore): riceve il segnale dal canale e lo converte in una forma utilizzabile dall'utente finale.

Nel telefono cellulare le onde di pressione della voce diventano un segnale elettromagnetico; in ricezione la conversione si inverte e l'orecchio percepisce di nuovo onde di pressione. La scelta di trasduttori e canale influenza le prestazioni.

I disturbi del canale limitano la lunghezza del collegamento:

  • attenuazione: l'ampiezza diminuisce con la distanza; in propagazione libera la potenza ricevuta diminuisce con il quadrato della distanza;
  • distorsione: la forma del segnale cambia;
  • rumore additivo: un segnale aleatorio che si somma a quello trasmesso;
  • interferenza: più segnali attraversano contemporaneamente lo stesso mezzo.

Classificazione in tempo e ampiezza

Si guarda se l'asse del tempo e quello delle ampiezze sono continui o discreti. Un segnale a tempo continuo è x(t)x(t); uno a tempo discreto è una sequenza xnx_n, con nn che assume solo valori interi.

Ampiezza continuaAmpiezza discreta
Tempo continuoanalogicoquantizzato
Tempo discretocampionatodigitale
  • Analogico: continuo nel tempo e nell'ampiezza, può assumere qualsiasi valore reale. Una sinusoide, una gaussiana o una curva qualunque lo sono.
  • Campionato: discreto nel tempo, continuo nell'ampiezza. Si ottiene prelevando dall'analogico un campione ogni TT, il passo di campionamento; xnx_n è il campione di indice nn.
  • Digitale: discreto nel tempo e nell'ampiezza. L'asse delle ampiezze si divide in intervalli e ogni campione è rappresentato dal valore medio del suo intervallo. A ciascun valore si associa una sequenza di bit.
  • Quantizzato: continuo nel tempo, discreto nell'ampiezza. L'onda quadra e il segnale a gradini lo sono; lo è anche, idealmente, una luce che segue il codice Morse, se si ignorano gli intervalli fisici fra accensione e spegnimento.

Dall'analogico agli altri tre tipi

Tipo
012345678−1,5−1−0,500,511,5
  • segnale analogico
Campionare rende discreto il tempo, quantizzare l'ampiezza; il digitale fa entrambe le cose. conta per campionato e digitale, l'intervallo di ampiezza per quantizzato e digitale.

Segnali complessi

Un segnale complesso è una coppia di segnali reali, una parte reale xR(t)x_R(t) e una parte immaginaria xI(t)x_I(t):

x(t)=xR(t)+j xI(t)x(t)=x_R(t)+\mathrm j\,x_I(t)

Si può descrivere anche con modulo e fase, altri due segnali reali:

x(t)=∣x(t)∣ ejarg⁡(x(t))∣x(t)∣=xR2(t)+xI2(t)arg⁡(x(t))=arctg⁡xI(t)xR(t)\begin{gathered} x(t)=|x(t)|\,e^{\mathrm j\arg(x(t))}\\ |x(t)|=\sqrt{x_R^2(t)+x_I^2(t)}\\ \arg(x(t))=\operatorname{arctg}\frac{x_I(t)}{x_R(t)} \end{gathered}

I segnali misurati direttamente, come voce, elettrocardiogramma e segnale sismico, sono reali. Il modello complesso serve alle comunicazioni: due segnali reali x1(t)x_1(t) e x2(t)x_2(t) da trasmettere insieme si possono porre come parte reale e parte immaginaria di un solo segnale,

x(t)=x1(t)+j x2(t)x(t)=x_1(t)+\mathrm j\,x_2(t)

che a ogni istante è un punto del piano complesso e porta entrambe le informazioni. Si trasmette un segnale invece di due: alcune modulazioni sfruttano questa idea.

L'esponenziale complesso

È il segnale complesso più importante del corso:

x(t)=A ej(2πf0t+φ)=Acos⁡(2πf0t+φ)+j Asin⁡(2πf0t+φ)\begin{aligned} x(t)&=A\,e^{\mathrm j(2\pi f_0t+\varphi)}\\ &=A\cos(2\pi f_0t+\varphi)+\mathrm j\,A\sin(2\pi f_0t+\varphi) \end{aligned}

AA è l'ampiezza, f0f_0 la frequenza, φ\varphi la fase. La parte reale è un coseno e quella immaginaria un seno, entrambi con frequenza f0f_0 e fase φ\varphi. Modulo e fase sono:

{∣x(t)∣=Aarg⁡(x(t))=2πf0t+φ\begin{cases} |x(t)|=A\\ \arg(x(t))=2\pi f_0t+\varphi \end{cases}

Il modulo è costante, pari ad AA, e la fase cresce linearmente nel tempo, partendo da φ\varphi in t=0t=0.

Esponenziale complesso

Parte reale, parte immaginaria e modulo

−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4−1,5−1−0,500,511,5

Fase

−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4−5051015
Parte reale e immaginaria oscillano con frequenza dentro ; il modulo resta e la fase è una retta che vale in . ne cambia la pendenza.

Segnali elementari

Rettangolo, triangolo e gradino unitario servono a eseguire a mano le operazioni sui segnali: la convoluzione, per esempio, è già faticosa da disegnare con due rettangoli. Quando si scrive rect⁡(t)\operatorname{rect}(t) senza disegno si intende sempre questa definizione.

rect⁡(t)={1,∣t∣<1212,∣t∣=120,∣t∣>12\operatorname{rect}(t)=\begin{cases} 1,&|t|<\tfrac12\\ \tfrac12,&|t|=\tfrac12\\ 0,&|t|>\tfrac12 \end{cases}

Il valore 1/21/2 nei punti di discontinuità è una convenzione della teoria dei segnali.

tri⁡(t)={1+t,t∈[−1,0]1−t,t∈[0,1]0,altrimenti\operatorname{tri}(t)=\begin{cases} 1+t,&t\in[-1,0]\\ 1-t,&t\in[0,1]\\ 0,&\text{altrimenti} \end{cases}

Con il modulo si scrive in modo compatto: tri⁡(t)=1−∣t∣\operatorname{tri}(t)=1-|t| per ∣t∣≤1|t|\le1, e 00 altrove.

u−1(t)={1,t≥00,altrimentiu_{-1}(t)=\begin{cases} 1,&t\ge0\\ 0,&\text{altrimenti} \end{cases}

Nel gradino unitario la discontinuità in t=0t=0 ha valore 11, ancora per convenzione.

Rettangolo, triangolo e gradino unitario

Segnale
−2−1,5−1−0,500,511,52−0,200,20,40,60,811,2
Nei salti il valore è fissato per convenzione: per , per (punto pieno); il cerchio vuoto segna un valore non assunto. Il selettore cambia segnale.

Operazioni sui segnali

Somma, prodotto e costante. Si calcolano istante per istante, come per le funzioni:

z(t)=x(t)+y(t)z(t)=x(t) y(t)z(t)=c x(t)\begin{gathered} z(t)=x(t)+y(t)\\ z(t)=x(t)\,y(t)\\ z(t)=c\,x(t) \end{gathered}

L'ultima amplifica o attenua. Somma e prodotto possono corrispondere anche a sistemi fisici, per esempio alcuni filtri.

Traslazione. z(t)=x(t−τ)z(t)=x(t-\tau). Se τ>0\tau>0 il grafico si sposta a destra (ritardo), se τ<0\tau<0 a sinistra (anticipo).

Per disegnarla si pone t′=t−τt'=t-\tau e si segue un punto notevole. In rect⁡(t−1)\operatorname{rect}(t-1) si ha t′=t−1t'=t-1: la discontinuità che stava in t′=−1/2t'=-1/2 si trova ora in t=1/2t=1/2, quella in t′=1/2t'=1/2 in t=3/2t=3/2. La larghezza resta 11: il rettangolo va da 1/21/2 a 3/23/2.

Scalatura dell'asse. z(t)=x(αt)z(t)=x(\alpha t), con α>0\alpha>0. Se α<1\alpha<1 il segnale si dilata, se α>1\alpha>1 si contrae.

La prova dei punti vale anche qui. In tri⁡(t/3)\operatorname{tri}(t/3) si ha α=1/3\alpha=1/3: i punti ±1\pm1 di tri⁡\operatorname{tri} sono dove t/3=±1t/3=\pm1, cioè t=±3t=\pm3. Il triangolo, nullo fuori da [−3,3][-3,3], è dilatato.

Traslazione e scalatura

Traslazione
Scalatura

Traslazione:

−3−2−10123−0,200,20,40,60,811,2

Scalatura:

−3−2−10123−0,200,20,40,60,811,2
Le croci seguono un punto notevole: la traslazione sposta il segnale senza deformarlo, a destra con ; la scalatura lo dilata con e lo contrae con .

Formulario

Segnale certo

x:R→Rx:\mathbb R\to\mathbb R

Segnale complesso

x(t)=xR(t)+j xI(t)x(t)=x_R(t)+\mathrm j\,x_I(t)

Modulo e fase

x(t)=∣x(t)∣ ejarg⁡(x(t))∣x(t)∣=xR2+xI2arg⁡(x(t))=arctg⁡xIxR\begin{gathered} x(t)=|x(t)|\,e^{\mathrm j\arg(x(t))}\\ |x(t)|=\sqrt{x_R^2+x_I^2}\\ \arg(x(t))=\operatorname{arctg}\frac{x_I}{x_R} \end{gathered}

Esponenziale complesso

x(t)=A ej(2πf0t+φ)x(t)=A\,e^{\mathrm j(2\pi f_0t+\varphi)} xR=Acos⁡(2πf0t+φ)xI=Asin⁡(2πf0t+φ)\begin{aligned} x_R&=A\cos(2\pi f_0t+\varphi)\\ x_I&=A\sin(2\pi f_0t+\varphi) \end{aligned}

Rettangolo

rect⁡(t)={1,∣t∣<1212,∣t∣=120,∣t∣>12\operatorname{rect}(t)=\begin{cases} 1,&|t|<\tfrac12\\ \tfrac12,&|t|=\tfrac12\\ 0,&|t|>\tfrac12 \end{cases}

Triangolo

tri⁡(t)={1−∣t∣,∣t∣≤10,∣t∣>1\operatorname{tri}(t)=\begin{cases} 1-|t|,&|t|\le1\\ 0,&|t|>1 \end{cases}

Gradino unitario

u−1(t)={1,t≥00,t<0u_{-1}(t)=\begin{cases} 1,&t\ge0\\ 0,&t<0 \end{cases}

Somma, prodotto, costante

z(t)=x(t)+y(t)z(t)=x(t) y(t)z(t)=c x(t)\begin{gathered} z(t)=x(t)+y(t)\\ z(t)=x(t)\,y(t)\\ z(t)=c\,x(t) \end{gathered}

Traslazione (τ>0\tau>0: ritardo)

z(t)=x(t−τ)z(t)=x(t-\tau)

Scalatura (α<1\alpha<1: dilatazione)

z(t)=x(αt),α>0z(t)=x(\alpha t),\quad\alpha>0