Lezione 19 · Canale 1 · giovedì 29 ottobre 2026
Gradiente a passo costante e convergenza
Programmazione Matematica
Lezione 19 · Canale 1 · giovedì 29 ottobre 2026
Programmazione Matematica
Nel problema non vincolato , con non convessa, trovare un minimo globale è in generale difficile. L'obiettivo realistico è un punto stazionario, dove , perché è la condizione necessaria di minimo locale. Se è di classe , in un minimo locale l'hessiana è anche semidefinita positiva.
Un algoritmo parte da e genera punti . Se ha finito. Altrimenti cerca un con
Si assume che sia limitata inferiormente. Non serve che il minimo esista, ma senza questa ipotesi i valori potrebbero scendere fino a e il problema non sarebbe ben posto.
Il nuovo punto si cerca lungo una direzione di discesa , cioè con derivata direzionale negativa:
La scelta più semplice è l'antigradiente . Il punto nuovo è
Lo scalare è il passo (step size, o passo di ricerca unidimensionale). Nelle reti neurali si chiama learning rate, tasso di apprendimento.
Una ricerca unidimensionale semplice prova un passo grande, per esempio , e lo dimezza finché non diminuisce. Termina dopo un numero finito di tentativi, perché la derivata direzionale è negativa e quindi per abbastanza piccolo . Ogni tentativo però costa una valutazione di , che può essere molto costosa. Ci si chiede allora quando si può fissare il passo una volta per tutte.
Il metodo del gradiente a passo costante usa lo stesso a ogni iterazione :
Serve un'ipotesi più forte di : il gradiente è Lipschitz continuo su , cioè esiste tale che
È la definizione già vista per le funzioni scalari, con la norma al posto del valore assoluto perché il gradiente è un vettore.
Lemma di discesa (senza dimostrazione). Se è Lipschitz continuo su con costante , per ogni e ogni in
Il lemma maggiora con una funzione quadratica di che dipende solo da , da e da . Così il decremento si controlla senza valutare nel punto nuovo.
La stima del lemma di discesa
Il metodo genera due successioni: i punti in e i valori in . Per la seconda vale un risultato in più: una successione reale monotona decrescente tende a oppure a un limite finito. Se è limitata inferiormente resta solo il secondo caso.
Proposizione. Sia limitata inferiormente, con Lipschitz continuo su con costante , e sia
Allora, se nessun è stazionario,
Dimostrazione. Si applica il lemma con e . Poiché e :
Con e entrambi i fattori e sono positivi. Poiché , il termine sottratto è positivo, quindi . La successione è decrescente e è limitata inferiormente, quindi . Anche , perché è la stessa successione con l'indice spostato. Riordinando la stima:
Il membro di destra tende a e la costante davanti alla norma non dipende da . Per il teorema del confronto .
L'intervallo serve proprio a rendere positivo il decremento garantito. Il metodo costa solo il calcolo del gradiente e ha una regola fissa per il passo. Il limite pratico è che di solito non si conosce. Per questo nei programmi di addestramento delle reti neurali il learning rate ha un valore predefinito, per esempio : se il metodo oscilla lo si riduce, per esempio a ; se non oscilla ma è lento lo si aumenta, per esempio a .
Iterate del gradiente al variare del passo
Proposizione. Nelle ipotesi precedenti, ogni punto limite di è stazionario.
Dimostrazione. Sia un punto limite: esiste un insieme di indici con per , . Il gradiente e la norma sono continui, quindi
perché tutta la successione tende a .
Resta da garantire che i punti limite esistano. Per il teorema di Bolzano-Weierstrass basta che sia limitata. Assumerlo direttamente sarebbe però un'ipotesi a posteriori, sulla successione prodotta dal metodo: tanto varrebbe assumere che converga alla soluzione. Servono ipotesi a priori, sul problema, cioè su .
Dato , l'insieme di livello di rispetto ad è
purché non sia vuoto: se per ogni , non definisce un insieme di livello.
Un insieme di livello in una variabile
Con si ottiene l'insieme di livello iniziale, non vuoto perché contiene :
Proposizione. Se è compatto e per ogni , allora per ogni , quindi è limitata e ha punti limite.
Dimostrazione. Da segue . Da segue , e per induzione per ogni . Un compatto è limitato, e una successione limitata in ha punti limite per Bolzano-Weierstrass.
Chiedere che sia compatto dipende ancora dalla scelta di . Si evita con un'ipotesi su soltanto. In una variabile, è coerciva se tende a sia per sia per , come nella figura.
Proposizione (senza dimostrazione). Se è continua e coerciva, ogni suo insieme di livello è compatto. In particolare lo è , qualunque sia .
Se è già stazionario non si genera nessun punto nuovo, e resta comunque ben definito.
Si consideri una funzione quadratica con simmetrica definita positiva:
Il gradiente è , quindi il punto stazionario risolve il sistema lineare
Minimizzare equivale quindi a risolvere un sistema lineare. Un metodo diretto, per esempio la fattorizzazione di Cholesky, costa e conviene se non è grande. Per grande serve un metodo iterativo. Il metodo del gradiente converge solo asintoticamente, mentre il metodo del gradiente coniugato, specifico per le quadratiche e non trattato qui, termina in un numero finito di iterazioni, al più pari al numero di autovalori distinti di . Con di ordine e autovalori distinti bastano al più iterazioni. Prima di applicare un metodo generico conviene quindi cercare un metodo adatto alla struttura della funzione.
Dimostrati: convergenza del metodo del gradiente a passo costante; stazionarietà dei punti limite; iterati nell'insieme di livello compatto.
Senza dimostrazione: lemma di discesa; compattezza degli insiemi di livello delle funzioni coercive.
Gradiente a passo costante
Gradiente Lipschitz
Lemma di discesa
Passo ammesso
Decremento
Convergenza ( limitata inferiormente)
Insieme di livello iniziale
Quadratica, definita positiva