Lezione 7 · Canale 2 · venerdì 9 ottobre 2026

Limiti, continuità e modelli lineari

Programmazione Matematica

Il limite con gli intorni

Una sola definizione contiene i limiti di funzioni di una o più variabili, a valori reali o vettoriali, e di successioni. Per f:X⊆Rn→Rmf:X\subseteq\mathbb R^n\to\mathbb R^m e x0x_0 di accumulazione per XX, lim⁡x→x0f(x)=ℓ\lim_{x\to x_0}f(x)=\ell significa

∀ U(ℓ) ∃ N(x0):x∈(N(x0)∩X)∖{x0}⇒f(x)∈U(ℓ)\begin{aligned} &\forall\,\mathcal U(\ell)\ \exists\,\mathcal N(x_0):\\ &x\in(\mathcal N(x_0)\cap X)\setminus\{x_0\}\\ &\qquad\Rightarrow f(x)\in\mathcal U(\ell) \end{aligned}

Cambiano solo gli intorni: in R\mathbb R si descrivono con il valore assoluto, in Rn\mathbb R^n con una norma. Con U(ℓ)∩(ℓ,+∞)\mathcal U(\ell)\cap(\ell,+\infty) al posto di U(ℓ)\mathcal U(\ell) il limite è per eccesso, ℓ+\ell^+; con U(ℓ)∩(−∞,ℓ)\mathcal U(\ell)\cap(-\infty,\ell) è per difetto, ℓ−\ell^-. Riguardano i valori di ff, non il lato da cui si avvicina xx.

Se ℓ∈Rm\ell\in\mathbb R^m è finito, il limite si studia per componenti:

lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺  lim⁡x→x0fj(x)=ℓj, j=1,…,m\begin{aligned} &\lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\\ &\lim_{x\to x_0}f_j(x)=\ell_j,\ j=1,\dots,m \end{aligned}

Con ℓ=∞\ell=\infty non vale: l'elemento infinito di Rm\mathbb R^m non ha componenti infinite. Una funzione vettoriale diverge quando ∥f(x)∥→+∞\|f(x)\|\to+\infty.

Proprietà dei limiti

Una proprietà vale definitivamente per x→x0x\to x_0 se vale in (N(x0)∩X)∖{x0}(\mathcal N(x_0)\cap X)\setminus\{x_0\} per qualche intorno N(x0)\mathcal N(x_0). Il limite è unico. Se ℓ>0\ell>0 (ℓ<0\ell<0), ff è definitivamente positiva (negativa).

Siano f→ℓ1f\to\ell_1 e g→ℓ2g\to\ell_2 per x→x0x\to x_0, con x0x_0 di accumulazione per l'intersezione dei domini. Allora

αf→αℓ1,f+g→ℓ1+ℓ2,fg→ℓ1ℓ2fg→ℓ1ℓ2se ℓ2≠0\begin{gathered} \alpha f\to\alpha\ell_1,\qquad f+g\to\ell_1+\ell_2,\qquad fg\to\ell_1\ell_2\\[0.4em] \frac fg\to\frac{\ell_1}{\ell_2}\quad\text{se }\ell_2\neq0 \end{gathered}

Se ℓ2=0\ell_2=0 il rapporto si studia a parte: per esempio

lim⁡x→01x2=+∞\lim_{x\to0}\frac1{x^2}=+\infty

non si ottiene sostituendo il denominatore con zero. Con limiti infiniti:

  • se f→+∞f\to+\infty e gg è definitivamente limitata inferiormente, f+g→+∞f+g\to+\infty;
  • se f→+∞f\to+\infty e g→ℓ∈(0,+∞]g\to\ell\in(0,+\infty], fg→+∞fg\to+\infty;
  • se f→0f\to0 e gg è definitivamente limitata, fg→0fg\to0;
  • se f→0+f\to0^+, 1/f→+∞1/f\to+\infty; se f→+∞f\to+\infty, 1/f→0+1/f\to0^+.

Gli altri casi, come +∞−∞+\infty-\infty e +∞⋅0+\infty\cdot0, sono forme indeterminate e si studiano direttamente.

Confronto. Se f≤h≤gf\le h\le g definitivamente e f,g→ℓf,g\to\ell, allora h→ℓh\to\ell.

Funzione composta. Siano f:X→Rmf:X\to\mathbb R^m e g:Y⊆Rm→Rg:Y\subseteq\mathbb R^m\to\mathbb R, con f(x)∈Yf(x)\in Y per ogni x∈Xx\in X. Se f(x)→ℓf(x)\to\ell per x→x0x\to x_0, g(y)→kg(y)\to k per y→ℓy\to\ell e f(x)≠ℓf(x)\neq\ell definitivamente, allora g(f(x))→kg(f(x))\to k. Per esempio

lim⁡x→0sin⁡xx=1\lim_{x\to0}\frac{\sin\sqrt x}{\sqrt x}=1

perché x→0\sqrt x\to0, con x≠0\sqrt x\neq0 nel dominio, e sin⁡tt→1\frac{\sin t}{t}\to1 per t→0t\to0.

Successioni in Rn\mathbb R^n

Una successione è una funzione f:{k∈N:k≥kˉ}→Rnf:\{k\in\mathbb N:k\ge\bar k\}\to\mathbb R^n, con f(k)=xkf(k)=x_k; si scrive {xk}\{x_k\}. Il solo limite sensato è per k→∞k\to\infty: +∞+\infty è di accumulazione per N\mathbb N, mentre 77 non lo è.

lim⁡k→∞xk=xˉ  ⟺  ∀ε>0 ∃kε:∥xk−xˉ∥<ε  ∀k≥kε\begin{aligned} \lim_{k\to\infty}x_k=\bar x\iff&\forall\varepsilon>0\ \exists k_\varepsilon:\\ &\|x_k-\bar x\|<\varepsilon\ \ \forall k\ge k_\varepsilon \end{aligned}

Una sottosuccessione {xk}K\{x_k\}_K si ottiene scegliendo gli xkx_k con kk in un insieme infinito K⊆NK\subseteq\mathbb N. Un punto limite è il limite di una sottosuccessione, lim⁡k→∞, k∈Kxk=xˉ\lim_{k\to\infty,\,k\in K}x_k=\bar x. La successione (−1)k(-1)^k ha due punti limite, 11 e −1-1.

In Rn\mathbb R^n c'è un solo elemento infinito: la successione diverge, lim⁡xk=∞\lim x_k=\infty, quando i vettori si allontanano dall'origine oltre ogni soglia:

∀M>0 ∃kM: ∥xk∥>M  ∀k≥kM\forall M>0\ \exists k_M:\ \|x_k\|>M\ \ \forall k\ge k_M

Una successione è convergente se ha limite in Rn\mathbb R^n, divergente se xk→∞x_k\to\infty, irregolare se non è né l'una né l'altra. È limitata se ∥xk∥≤M\|x_k\|\le M per ogni kk; è illimitata se ha una sottosuccessione divergente, e non è la stessa cosa che essere divergente.

  • Se {xk}\{x_k\} converge, è limitata.
  • {xk}\{x_k\} converge se e solo se ogni sottosuccessione converge, e allora allo stesso limite. La freccia verso sinistra serve per negare la convergenza: due sottosuccessioni con limiti diversi bastano.
  • Se è limitata, ha almeno un punto limite, ma non è detto che converga.
  • Se tutti i termini stanno in un insieme compatto, una sottosuccessione converge a un punto dell'insieme, perché è chiuso.

Il teorema ponte

Collega i limiti di funzione a quelli di successione. Siano f:X⊆Rn→Rf:X\subseteq\mathbb R^n\to\mathbb R e x0x_0 di accumulazione per XX:

lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺  lim⁡k→∞f(xk)=ℓ\begin{aligned} &\lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\\ &\lim_{k\to\infty}f(x_k)=\ell \end{aligned}

per ogni successione {xk}⊆X∖{x0}\{x_k\}\subseteq X\setminus\{x_0\} con xk→x0x_k\to x_0. Serve soprattutto per mostrare che un limite non esiste: bastano due successioni verso x0x_0 lungo le quali f(xk)f(x_k) ha limiti diversi.

Sia f(x,y)=x+yx−yf(x,y)=\dfrac{x+y}{x-y}, con dominio x≠yx\neq y, e si studi il limite per (x,y)→(0,0)(x,y)\to(0,0). I punti pk=(1/k,0)p_k=(1/k,0) e qk=(0,1/k)q_k=(0,1/k) appartengono al dominio e tendono entrambi all'origine, ma

f(pk)=1/k1/k=1,f(qk)=1/k−1/k=−1f(p_k)=\frac{1/k}{1/k}=1,\qquad f(q_k)=\frac{1/k}{-1/k}=-1

Il limite non esiste. Si scrive (x,y)→(0,0)(x,y)\to(0,0), perché il punto del piano tende a un punto del piano; scrivere separatamente x→0x\to0 e y→0y\to0 non ha senso.

Due successioni verso l'origine

−0,200,20,40,60,811,2−0,2−0,100,10,20,30,40,50,60,70,80,911,11,2
  • retta , fuori dal dominio
Le due successioni tendono allo stesso punto, ma vale lungo e lungo : il limite non esiste.

Restrizioni

Siano f:X⊆Rn→Rf:X\subseteq\mathbb R^n\to\mathbb R e A⊆XA\subseteq X. La restrizione di ff ad AA è f∣A:A→Rf|_A:A\to\mathbb R, con f∣A(x)=f(x)f|_A(x)=f(x) per ogni x∈Ax\in A. Se AA è una retta o una curva, f∣Af|_A è una funzione di una variabile.

Se x0x_0 è di accumulazione per XX, con ℓ\ell reale o infinito:

lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺  lim⁡x→x0f∣A(x)=ℓ\begin{aligned} &\lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\\ &\lim_{x\to x_0}f|_A(x)=\ell \end{aligned}

per ogni A⊆XA\subseteq X di cui x0x_0 è punto di accumulazione. Per mostrare che un limite esiste non è pratico: le restrizioni da controllare sono infinite. Per mostrare che non esiste bastano due restrizioni con limiti diversi. Si provano prima le più semplici, gli assi coordinati.

Primo esempio. Per f(x,y)=x2y2x6+y3f(x,y)=\dfrac{x^2y^2}{x^6+y^3} nell'origine si prendono, senza l'origine, A={y=0}A=\{y=0\}, B={x=0}B=\{x=0\} e C={y=x2}C=\{y=x^2\}:

f∣A=0,f∣B=0f∣C(t,t2)=t2 t4t6+t6=12\begin{aligned} f|_A&=0,\qquad f|_B=0\\ f|_C(t,t^2)&=\frac{t^2\,t^4}{t^6+t^6}=\frac12 \end{aligned}

Sulla retta y=2xy=2x, senza l'origine,

f(x,2x)=4x4x6+8x3=4xx3+8→0f(x,2x)=\frac{4x^4}{x^6+8x^3}=\frac{4x}{x^3+8}\to0

Il limite lungo AA è 00, quello lungo CC è 12\tfrac12: il limite di ff non esiste.

Le restrizioni nell'origine

−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2
  • , : gli assi,
  • retta ,
  • : ,
  • , fuori dal dominio
Lungo gli assi e la retta tende a , lungo la parabola vale : due restrizioni con limiti diversi, quindi il limite non esiste.

Secondo esempio. Per f(x,y)=xyx2+y2f(x,y)=\dfrac{xy}{x^2+y^2} la restrizione a ciascun asse vale 00, quella alla retta y=xy=x vale

x2x2+x2=12\frac{x^2}{x^2+x^2}=\frac12

e il limite nell'origine non esiste.

Terzo esempio. Per f(x,y)=3x+5yx2+y2f(x,y)=\dfrac{3x+5y}{x^2+y^2} la restrizione all'asse xx è 3/x3/x. Sul semiasse x>0x>0 tende a +∞+\infty, su quello x<0x<0 a −∞-\infty: due restrizioni con limiti diversi, quindi il limite nell'origine non esiste.

Continuità

Sia f:X→Rf:X\to\mathbb R, X⊆RnX\subseteq\mathbb R^n. È continua in x0∈Xx_0\in X quando x0x_0 è un punto isolato di XX, per definizione, oppure è di accumulazione per XX e

lim⁡x→x0f(x)=f(x0)\lim_{x\to x_0}f(x)=f(x_0)

cioè il limite esiste e vale f(x0)f(x_0); per questo x0x_0 deve appartenere a XX. Se è continua in ogni punto di XX si dice continua su XX, o di classe zero.

Preservano la continuità in x0x_0 somme e differenze, prodotti per uno scalare, prodotti, il valore assoluto e il massimo fra 00 e ff, e il rapporto f/gf/g se g(x0)≠0g(x_0)\neq0. Se ff è continua in x0x_0 e gg in f(x0)f(x_0), anche g(f(x))g(f(x)) è continua in x0x_0.

La funzione φi(x)=xi\varphi_i(x)=x_i, che dà la componente ii, è continua su Rn\mathbb R^n, come x↦xx\mapsto x su R\mathbb R. Quindi sono continue su Rn\mathbb R^n le funzioni lineari c⊤x=c1x1+⋯+cnxnc^\top x=c_1x_1+\dots+c_nx_n, somme di costanti per variabili, e quelle affini c⊤x+dc^\top x+d.

Una forma quadratica di una variabile è ax2ax^2; di due variabili è un polinomio omogeneo di secondo grado, che si scrive con una matrice: il coefficiente del termine misto tutto fuori diagonale, oppure diviso a metà.

ax2+bxy+cy2=(xy)(ab0c)(xy)=(xy)(ab/2b/2c)(xy)\begin{aligned} ax^2+bxy+cy^2&= \begin{pmatrix}x&y\end{pmatrix} \begin{pmatrix}a&b\\0&c\end{pmatrix} \begin{pmatrix}x\\y\end{pmatrix}\\ &=\begin{pmatrix}x&y\end{pmatrix} \begin{pmatrix}a&b/2\\b/2&c\end{pmatrix} \begin{pmatrix}x\\y\end{pmatrix} \end{aligned}

Una funzione quadratica è una forma quadratica x⊤Qxx^\top Qx, con QQ non nulla, più una funzione affine:

f(x)=x⊤Qx+c⊤x+df(x)=x^\top Qx+c^\top x+d

È continua su tutto Rn\mathbb R^n: si costruisce con somme e prodotti di funzioni continue.

Formulare un problema di ottimizzazione

Ogni variabile ha un significato preciso e un'unità di misura, ed è non negativa se è una quantità. Vincoli e obiettivo usano unità coerenti.

Miscela per mangimi

Un'industria acquista cinque ingredienti A, B, C, D, E e li mescola per ottenere 920 kg di cibo per animali. Il prodotto contiene al più il 25% di grassi, almeno il 20% di carboidrati e dal 9% al 15% di proteine, e si vuole il costo minimo.

IngredienteGrassiProteineCarboidratiCosto (euro/kg)
A28%10%35%9
B21%13%40%7,5
C19%16%41%10
D26%11%38%12
E24%8%28%9,5

Sia xix_i, con i∈{A,…,E}i\in\{A,\dots,E\}, la quantità in chilogrammi acquistata dell'ingrediente ii:

min⁡ 9xA+7,5xB+10xC+12xD+9,5xExA+xB+xC+xD+xE=920xi≥028xA+21xB+19xC+26xD+24xE≤25⋅92035xA+40xB+41xC+38xD+28xE≥20⋅92010xA+13xB+16xC+11xD+8xE≥9⋅92010xA+13xB+16xC+11xD+8xE≤15⋅920\begin{aligned} \min\ &9x_A+7{,}5x_B+10x_C+12x_D+9{,}5x_E\\ &x_A+x_B+x_C+x_D+x_E=920\\ &x_i\ge0\\ &28x_A+21x_B+19x_C+26x_D+24x_E\le25\cdot920\\ &35x_A+40x_B+41x_C+38x_D+28x_E\ge20\cdot920\\ &10x_A+13x_B+16x_C+11x_D+8x_E\ge9\cdot920\\ &10x_A+13x_B+16x_C+11x_D+8x_E\le15\cdot920 \end{aligned}

La massa è un'uguaglianza perché nella miscela non si perde nulla. A sinistra dei grassi ci sono chilogrammi: a destra non può stare 0,250{,}25, un numero puro, ma la parte di 920 kg, 0,25⋅9200{,}25\cdot920. I vincoli nutrizionali sono poi moltiplicati per 100100, così i coefficienti sono le percentuali della tabella.

Produzione su macchine

Quattro macchine M1,…,M4M_1,\dots,M_4 producono ciascuna pezzi di tipo P1P_1 e P2P_2. Un pezzo costa lo stesso su una macchina qualunque sia il tipo.

M1M_1M2M_2M3M_3M4M_4
Capacità (pezzi)3500600050004000
Costo (euro/pezzo)30403532

Un P1P_1 si vende a 8080 euro, un P2P_2 a 7070, e tutto si vende. Il totale y1y_1 di pezzi P1P_1 e il totale y2y_2 di P2P_2 bastano per il ricavo, ma non per i costi, che dipendono dalla macchina. Servono xix_i pezzi P1P_1 e ziz_i pezzi P2P_2 prodotti su MiM_i: chi produce cosa.

max⁡ 80y1+70y2−30(x1+z1)−40(x2+z2)−35(x3+z3)−32(x4+z4)y1=∑ixi,y2=∑izix1+z1≤3500,x2+z2≤6000x3+z3≤5000,x4+z4≤4000xi≥0,zi≥0\begin{aligned} \max\ &80y_1+70y_2-30(x_1+z_1)-40(x_2+z_2)\\ &\qquad-35(x_3+z_3)-32(x_4+z_4)\\ &y_1=\sum_i x_i,\qquad y_2=\sum_i z_i\\ &x_1+z_1\le3500,\quad x_2+z_2\le6000\\ &x_3+z_3\le5000,\quad x_4+z_4\le4000\\ &x_i\ge0,\quad z_i\ge0 \end{aligned}

Le yy non hanno bisogno del vincolo di segno: sono somme di quantità non negative.

Produzione di cavi

Si producono cavi da 10, 30 e 50 ampere. Siano x1,x2,x3x_1,x_2,x_3 i chilometri prodotti dei tre tipi. Per ogni chilometro servono le quantità in tabella; il cavo da 50 ampere non supera il 30% del totale.

CavoIsolante (kg)Cond. A (kg)Cond. B (kg)Assemblaggio (ore)Prezzo (euro)
10 A1002000695
30 A15003507155
50 A1601501508200
Disponibile10002000150060
max⁡ 95x1+155x2+200x3100x1+150x2+160x3≤1000200x1+150x3≤2000350x2+150x3≤15006x1+7x2+8x3≤60x3≤0,3 (x1+x2+x3)x1,x2,x3≥0\begin{aligned} \max\ &95x_1+155x_2+200x_3\\ &100x_1+150x_2+160x_3\le1000\\ &200x_1+150x_3\le2000\\ &350x_2+150x_3\le1500\\ &6x_1+7x_2+8x_3\le60\\ &x_3\le0{,}3\,(x_1+x_2+x_3)\\ &x_1,x_2,x_3\ge0 \end{aligned}

Le prime quattro righe sono, nell'ordine, isolante, conduttore A, conduttore B, assemblaggio. Anche l'ultimo vincolo è lineare: a sinistra diventa −0,3x1−0,3x2+0,7x3≤0-0{,}3x_1-0{,}3x_2+0{,}7x_3\le0.

Formulario

Limite

∀ U(ℓ) ∃ N(x0):x∈(N∩X)∖{x0}⇒f(x)∈U(ℓ)\begin{aligned} &\forall\,\mathcal U(\ell)\ \exists\,\mathcal N(x_0):\\ &x\in(\mathcal N\cap X)\setminus\{x_0\}\\ &\Rightarrow f(x)\in\mathcal U(\ell) \end{aligned}

Per componenti, ℓ\ell finito

lim⁡f(x)=ℓ  ⟺  lim⁡fj(x)=ℓj ∀j\begin{aligned} &\lim f(x)=\ell\iff\\ &\lim f_j(x)=\ell_j\ \forall j \end{aligned}

Successione convergente

∀ε ∃kε:∥xk−xˉ∥<ε∀k≥kε\begin{aligned} &\forall\varepsilon\ \exists k_\varepsilon:\\ &\|x_k-\bar x\|<\varepsilon\\ &\forall k\ge k_\varepsilon \end{aligned}

Successione divergente

∀M ∃kM:∥xk∥>M  ∀k≥kM\begin{aligned} &\forall M\ \exists k_M:\\ &\|x_k\|>M\ \ \forall k\ge k_M \end{aligned}

Teorema ponte

lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺  lim⁡k→∞f(xk)=ℓ∀xk→x0, xk≠x0\begin{aligned} &\lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\\ &\lim_{k\to\infty}f(x_k)=\ell\\ &\forall x_k\to x_0,\ x_k\neq x_0 \end{aligned}

Restrizione

f∣A(x)=f(x),x∈Af|_A(x)=f(x),\quad x\in A lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺  lim⁡x→x0f∣A(x)=ℓ∀A: x0 di acc.\begin{aligned} &\lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\\ &\lim_{x\to x_0}f|_A(x)=\ell\\ &\forall A:\ x_0\text{ di acc.} \end{aligned}

Continuità in x0∈Xx_0\in X

lim⁡x→x0f(x)=f(x0)\lim_{x\to x_0}f(x)=f(x_0)

Funzione lineare e affine

c⊤x,c⊤x+dc^\top x,\qquad c^\top x+d

Funzione quadratica

f(x)=x⊤Qx+c⊤x+df(x)=x^\top Qx+c^\top x+d