Nel tempo un segnale ha un supporto e una durata. In frequenza i corrispondenti sono la banda e la larghezza di banda. La banda di x(t) è l'insieme delle frequenze per cui la trasformata X(f) è diversa da zero; la larghezza di bandaW (bandwidth) è la misura di questo insieme. Come per la durata, la definizione vale in senso stretto, se X(f) si annulla davvero fuori da un intervallo, o in senso lato, se X(f) tende soltanto a zero.
Per trovarla si calcola la trasformata e si guarda dove non è nulla:
sinc(t)⟷rect(f), diversa da zero fra −21 e 21: W=1;
δ(t)⟷1, diversa da zero a ogni frequenza: W=+∞.
Così si dice in modo preciso ciò che le trasformate notevoli suggeriscono: un segnale breve nel tempo ha banda larga, uno lungo ha banda stretta. L'impulso, di durata nulla, ha banda infinita; la costante C ha per trasformata un solo impulso, Cδ(f); il coseno, che dura per sempre, ha due impulsi di area 21 in ±f0.
Filtri in frequenza
Un filtro con risposta impulsiva h(t) dà in uscita la convoluzione y(t)=x(t)∗h(t). La convoluzione nel tempo diventa un prodotto fra le trasformate, e viceversa il prodotto nel tempo diventa una convoluzione in frequenza. Per il filtro conta la prima:
Y(f)=H(f)X(f)
H(f)=FT{h(t)} è la risposta in frequenza del filtro, o funzione di trasferimento. Per avere y(t) si antitrasforma Y(f). La convoluzione è laboriosa anche fra due rect, mentre il prodotto punto per punto è immediato: si trasformano ingresso e filtro, si disegnano, si moltiplicano e si torna nel tempo.
Molti filtri si descrivono proprio con H(f), perché dice che cosa succede a ogni frequenza. Moltiplicare X(f) per una rect alta 1 lascia X(f) dov'è la rect e dà zero fuori.
Passa basso: lascia le frequenze basse in modulo, ∣f∣<B/2.
rect(Bf)⟷Bsinc(Bt)
Passa alto: toglie la banda centrale e lascia le frequenze alte in modulo.
1−rect(Bf)δ(t)⟷−Bsinc(Bt)
Passa banda: lascia solo due bande larghe B attorno a ±fp.
La risposta impulsiva del passa banda si ricava con scalatura e modulazione, h(t)=2Bsinc(Bt)cos(2πfpt), ma questi filtri si usano in frequenza. Il passa basso restringe la banda e quindi allarga il segnale nel tempo: la sua h(t), una sinc, ha durata infinita.
Tre filtri sulla stessa trasformata
f
X(f)
H(f)
Y(f)
L'uscita è il prodotto punto per punto: resta X(f) dove H(f) vale 1, zero altrove. Il selettore sceglie il filtro, i cursori ne spostano le bande.
Se il prodotto desse qualcosa che non si sa antitrasformare, conviene ricontrollare i conti.
Il filtro toglie la componente in 5
f
X(f)
H(f)
Y(f)
La tri centrata nell'origine cade dentro la rect del filtro e passa, scalata di 32; quella centrata in 5 cade dove il filtro vale zero.
Modulatore
Un modulatore moltiplica il segnale per un coseno alla frequenza portantefp. Con la formula di Eulero, y(t)=21x(t)ej2πfpt+21x(t)e−j2πfpt: ciascun termine è x(t) moltiplicato per un esponenziale complesso, che trasla X(f) di ±fp.
Il contenuto in frequenza di x lascia la sua banda e compare in due repliche alte la metà, centrate in ±fp: il coseno «porta» il segnale altrove. Serve a collocare il segnale nella banda che conviene alla comunicazione, per esempio per trasmettere più segnali su bande diverse, ciascuno con la sua portante, e ridurre le interferenze.
Demodulatore
Chi riceve vuole di nuovo x(t). Il demodulatore moltiplica per 2cos(2πfpt), con la stessa portante, e poi filtra con un passa basso. Per la formula di duplicazione 2cos2α=1+cos2α:
Il fattore 2 fa ricomparire X(f) alla sua altezza, e le repliche finiscono a ±2fp, lontane dall'origine se la portante è grande. Un passa basso largo almeno quanto la banda di X(f), e che non arrivi alle repliche, tiene solo X(f). In uscita resta quindi X(f), cioè il segnale di partenza x(t): modulatore e demodulatore insieme non lo alterano, lo spostano soltanto durante la trasmissione.
Modulazione e demodulazione
f
trasformata del segnale
passa basso
La modulazione sposta la trasformata in ±fp; dopo la seconda moltiplicazione torna X(f) al centro, e il passa basso toglie le repliche in ±2fp.