Lezione 10 · Canale 2 · venerdì 16 ottobre 2026

Il criterio di Routh

Sistemi Dinamici

Il segno delle radici

Per x˙=Ax\dot x=Ax la stabilità asintotica richiede Re⁡λi<0\operatorname{Re}\lambda_i<0 per ogni autovalore. La stabilità semplice richiede Re⁡λi≤0\operatorname{Re}\lambda_i\le0 e, per gli autovalori sull'asse immaginario, molteplicità algebrica e geometrica uguali. Serve quindi il segno delle parti reali delle radici del polinomio caratteristico, non il loro valore:

p(λ)=det⁡(A−λI)=anλn+an−1λn−1+⋯+a1λ+a0\begin{aligned} p(\lambda)&=\det(A-\lambda I)\\ &=a_n\lambda^n+a_{n-1}\lambda^{n-1}+\dots+a_1\lambda+a_0 \end{aligned}

Il criterio di Routh ricava dai soli coefficienti quante radici hanno parte reale positiva, senza calcolarle. Moltiplicare pp per una costante non ne cambia le radici: si può sempre prendere an>0a_n>0.

Una condizione necessaria

Con an>0a_n>0, se tutte le radici hanno parte reale negativa tutti i coefficienti sono positivi. Una radice reale −∣λi∣-|\lambda_i| dà il fattore λ+∣λi∣\lambda+|\lambda_i|, una coppia α±jω\alpha\pm\mathrm j\omega con α<0\alpha<0 dà (λ+∣α∣)2+ω2(\lambda+|\alpha|)^2+\omega^2, e un prodotto di fattori a coefficienti positivi ha coefficienti positivi.

Un coefficiente mancante o negativo esclude quindi la stabilità asintotica: in λ2+1\lambda^2+1 le radici sono ±j\pm\mathrm j. Un coefficiente negativo indica anche una radice a parte reale positiva: il sistema è instabile. Per n=2n=2 la condizione basta, per n≥3n\ge3 no.

La tabella di Routh

Le righe si numerano da nn a 00. Le prime due contengono i coefficienti alternati, le altre si calcolano dalle due righe sopra:

nanan−2an−4⋯n−1an−1an−3an−5⋯n−2bn−2bn−3bn−4⋯n−3cn−3cn−4cn−5⋯⋮⋮⋮⋮\begin{array}{c|cccc} n&a_n&a_{n-2}&a_{n-4}&\cdots\\ n-1&a_{n-1}&a_{n-3}&a_{n-5}&\cdots\\ n-2&b_{n-2}&b_{n-3}&b_{n-4}&\cdots\\ n-3&c_{n-3}&c_{n-4}&c_{n-5}&\cdots\\ \vdots&\vdots&\vdots&\vdots& \end{array}

Il primo elemento della riga n−2n-2 è il determinante delle prime due colonne, diviso per l'opposto del primo elemento della riga n−1n-1:

bn−2=∣anan−2an−1an−3∣−an−1=an−1an−2−anan−3an−1\begin{aligned} b_{n-2}&=\frac{\begin{vmatrix}a_n&a_{n-2}\\a_{n-1}&a_{n-3}\end{vmatrix}}{-a_{n-1}}\\ &=\frac{a_{n-1}a_{n-2}-a_na_{n-3}}{a_{n-1}} \end{aligned}

Per bn−3b_{n-3} si usano la prima e la terza colonna (an−4a_{n-4} e an−5a_{n-5}), e così via. La riga n−3n-3 si ottiene allo stesso modo dalle righe n−1n-1 e n−2n-2:

cn−3=∣an−1an−3bn−2bn−3∣−bn−2c_{n-3}=\frac{\begin{vmatrix}a_{n-1}&a_{n-3}\\b_{n-2}&b_{n-3}\end{vmatrix}}{-b_{n-2}}
  • Se una riga ha un elemento in meno della precedente, nel calcolo dell'ultimo elemento si suppone uno zero al suo posto.
  • Una riga si calcola solo se il primo elemento della riga precedente è diverso da zero.
  • Una riga si può moltiplicare per un numero positivo: i segni non cambiano.

Le radici con parte reale positiva sono tante quante le variazioni di segno nella prima colonna, le altre hanno parte reale negativa. Il sistema è asintoticamente stabile se e solo se la tabella si completa e la prima colonna non ha variazioni. Una basta a escluderlo, quindi ci si ferma alla prima. Per n=2n=2 la prima colonna è a2,a1,a0a_2,a_1,a_0: il criterio ridà la regola di Cartesio.

Il motivo: la riga n−2n-2 nasce da una divisione fra le potenze pari e dispari di pp, e le righe n−1n-1 e n−2n-2 descrivono un polinomio di grado n−1n-1 con tante radici a destra quante pp, meno una se ana_n e an−1a_{n-1} hanno segno opposto. Ogni riga toglie così una radice e ne legge il segno.

Un esempio di quinto grado

Il polinomio p(λ)=λ5+3λ4+2λ3−2λ2+2λ+4p(\lambda)=\lambda^5+3\lambda^4+2\lambda^3-2\lambda^2+2\lambda+4 ha un coefficiente negativo, quindi il sistema è instabile. Per contare le radici a destra si costruisce la tabella:

512243−24383232−11441501104\begin{array}{c|ccc} 5&1&2&2\\ 4&3&-2&4\\ 3&\tfrac83&\tfrac23&\\ 2&-\tfrac{11}4&4&\\ 1&\tfrac{50}{11}&&\\ 0&4&& \end{array}

I segni della prima colonna sono +,+,+,−,+,++,+,+,-,+,+: due variazioni, quindi due radici a parte reale positiva e tre a parte reale negativa.

Le radici di

−2,5−2−1,5−1−0,500,511,5−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2ReIm
  • parte reale positiva
Le radici a destra dell'asse immaginario sono due, quante le variazioni di segno nella prima colonna. Le altre tre stanno a sinistra.

Un polinomio con parametro

Quando il polinomio contiene un parametro, le condizioni sulla prima colonna diventano disuguaglianze. Per p(λ)=λ3+2λ2+λ+kp(\lambda)=\lambda^3+2\lambda^2+\lambda+k:

31122k12−k20k\begin{array}{c|cc} 3&1&1\\ 2&2&k\\ 1&\tfrac{2-k}2&\\ 0&k& \end{array}

La riga 1, moltiplicata per 2, vale 2−k2-k. Servono k>0k>0 (i coefficienti e la riga 0) e 2−k>02-k>0 (la riga 1): le radici hanno tutte parte reale negativa se e solo se 0<k<20<k<2. Gli estremi sono casi critici, trattati sotto.

Le radici di

−2,5−2−1,5−1−0,500,5−1,4−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4ReIm
  • percorso della coppia
Al crescere di la coppia complessa si avvicina all'asse immaginario, lo raggiunge in , dove le radici sono , e poi lo attraversa.

Primo elemento nullo

Se il primo elemento di una riga è nullo ma la riga non lo è tutta, la divisione successiva non si può fare, e c'è sempre almeno una radice a parte reale positiva: il sistema è instabile. Per contarle si somma alla riga la stessa riga spostata a sinistra di jj posti, quanti sono gli zeri iniziali, completata con zeri e moltiplicata per (−1)j(-1)^j, e si prosegue con la riga così ottenuta, indicata con un apice.

Per p(λ)=λ5+λ4+2λ3+2λ2+2λ+1p(\lambda)=\lambda^5+\lambda^4+2\lambda^3+2\lambda^2+2\lambda+1 la riga 3 è (0  1)(0\ \ 1), con j=1j=1:

(0  1)+(−1)1(1  0)=(−1  1)(0\ \ 1)+(-1)^1(1\ \ 0)=(-1\ \ 1) 512241213′−1123114301\begin{array}{c|ccc} 5&1&2&2\\ 4&1&2&1\\ 3'&-1&1&\\ 2&3&1&\\ 1&\tfrac43&&\\ 0&1&& \end{array}

I segni della prima colonna sono +,+,−,+,+,++,+,-,+,+,+: due variazioni, quindi due radici a parte reale positiva.

Se invece a0=0a_0=0, il polinomio è λ (anλn−1+⋯+a1)\lambda\,(a_n\lambda^{n-1}+\dots+a_1): si toglie la radice nulla e si studia il resto. Una radice nulla semplice ammette la stabilità semplice; con più radici nulle serve la molteplicità geometrica.

Riga tutta nulla

Una riga si annulla del tutto solo se le due righe sopra sono proporzionali, quindi della stessa lunghezza: la riga nulla ha indice dispari. Allora p(λ)=p2(λ) p1(λ)p(\lambda)=p_2(\lambda)\,p_1(\lambda). Il grado di p1p_1 è l'indice della riga sopra quella nulla, e i suoi coefficienti sono gli elementi di quella riga, per le potenze pari dalla più alta a λ0\lambda^0. Nella parte di tabella già costruita le variazioni contano le radici di p2p_2 a parte reale positiva.

Un polinomio con sole potenze pari ha radici a simmetria quadrantale: se λ0\lambda_0 è radice lo è −λ0-\lambda_0 e, con coefficienti reali, anche λˉ0\bar\lambda_0. A ogni radice a sinistra ne corrisponde una a destra, quindi le radici di p1p_1 possono non avere parte reale positiva solo se stanno sull'asse immaginario. La stabilità asintotica è esclusa, al più c'è la stabilità semplice.

Le radici di

−2−1,5−1−0,500,511,52−1,8−1,6−1,4−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,21,41,61,8ReIm
Se è radice lo sono anche e : a ogni radice a sinistra ne corrisponde una a destra. Muovendo , stanno tutte sull'asse immaginario solo per .

Per proseguire si sostituisce la riga nulla con i coefficienti di p1′(λ)p_1'(\lambda) e si completa la tabella. Se non compaiono variazioni, nessuna radice di p1p_1 ha parte reale positiva e, per la simmetria, nessuna ha parte reale negativa: stanno tutte sull'asse immaginario. Se compaiono, il sistema è instabile. Se la tabella si blocca di nuovo, le radici immaginarie sono multiple e si confrontano le molteplicità; altrimenti la stabilità è semplice.

Per p(λ)=λ5+λ4+3λ3+3λ2+λ+1p(\lambda)=\lambda^5+\lambda^4+3\lambda^3+3\lambda^2+\lambda+1 le righe 5 e 4 sono uguali, e la riga 3 è nulla. La riga 4 dà p1(λ)=λ4+3λ2+1p_1(\lambda)=\lambda^4+3\lambda^2+1, con p1′(λ)=4λ3+6λp_1'(\lambda)=4\lambda^3+6\lambda:

513141313′46232110302\begin{array}{c|ccc} 5&1&3&1\\ 4&1&3&1\\ 3'&4&6&\\ 2&3&2&\\ 1&\tfrac{10}3&&\\ 0&2&& \end{array}

La riga 2 è stata moltiplicata per 2. Non ci sono variazioni: p2(λ)=λ+1p_2(\lambda)=\lambda+1 ha la radice −1-1. Con s=λ2s=\lambda^2 si ha s2+3s+1=0s^2+3s+1=0, quindi

s=−3±52s=\frac{-3\pm\sqrt5}{2}

Entrambe le soluzioni sono negative: p1p_1 ha le radici ±j 0,618\pm\mathrm j\,0{,}618 e ±j 1,618\pm\mathrm j\,1{,}618, distinte. La stabilità è semplice.

Gli estremi del polinomio con parametro danno stabilità semplice: per k=0k=0, p=λ(λ+1)2p=\lambda(\lambda+1)^2 ha una radice nulla semplice; per k=2k=2 la riga 1 si annulla, la riga 2 dà p1(λ)=2λ2+2p_1(\lambda)=2\lambda^2+2 e p=(λ+2)(λ2+1)p=(\lambda+2)(\lambda^2+1).

Radici a sinistra di una soglia

Per verificare che Re⁡λi<−σ\operatorname{Re}\lambda_i<-\sigma, con σ>0\sigma>0, cioè che i modi decadano più in fretta di e−σte^{-\sigma t} (per un autovalore reale, costante di tempo τ=−1/λ<1/σ\tau=-1/\lambda<1/\sigma), si sposta l'asse immaginario in −σ-\sigma: con λ=s−σ\lambda=s-\sigma le radici si=λi+σs_i=\lambda_i+\sigma di p(s−σ)p(s-\sigma) hanno parte reale negativa se e solo se Re⁡λi<−σ\operatorname{Re}\lambda_i<-\sigma. Il criterio applicato a p(s−σ)p(s-\sigma) conta le radici di pp con Re⁡λ>−σ\operatorname{Re}\lambda>-\sigma.

Smorzamento minimo

Un modo pseudoperiodico λ=α±jω\lambda=\alpha\pm\mathrm j\omega ha pulsazione naturale ωn=α2+ω2\omega_n=\sqrt{\alpha^2+\omega^2} e smorzamento ξ=−α/ωn\xi=-\alpha/\omega_n, il seno dell'angolo fra λ\lambda e l'asse immaginario. Uno smorzamento maggiore di ξmin⁡=sin⁡γ\xi_{\min}=\sin\gamma chiede quindi un angolo maggiore di γ\gamma: le radici devono stare in un cono con vertice nell'origine, simmetrico rispetto all'asse reale.

Ruotando le radici di γ\gamma, in un verso e nell'altro, il bordo del cono va sull'asse immaginario. Le radici di pp stanno nel cono se e solo se tutte le radici di

p(λejγ) p(λe−jγ)p(\lambda e^{\mathrm j\gamma})\,p(\lambda e^{-\mathrm j\gamma})

hanno parte reale negativa. Questo polinomio ha coefficienti reali e grado doppio: 6 per un polinomio di terzo grado. Per imporre insieme soglia e smorzamento si applicano entrambe le trasformazioni, una per condizione.

Dove devono stare le radici

−8−7−6−5−4−3−2−1012−4−3−2−101234ReIm
  • regione ammessa
Le radici devono stare nella regione: la soglia ne sposta il bordo verticale, lo smorzamento minimo apre o chiude il cono.

Formulario

Polinomio caratteristico

p(λ)=det⁡(A−λI)p(\lambda)=\det(A-\lambda I) p(λ)=anλn+⋯+a0p(\lambda)=a_n\lambda^n+\dots+a_0

Se tutte le radici stanno a sinistra, con an>0a_n>0

ai>0∀ ia_i>0\quad\forall\,i

Prime righe della tabella

nanan−2⋯n−1an−1an−3⋯\begin{array}{c|ccc} n&a_n&a_{n-2}&\cdots\\ n-1&a_{n-1}&a_{n-3}&\cdots \end{array}

Riga successiva

bn−2=∣anan−2an−1an−3∣−an−1b_{n-2}=\frac{\begin{vmatrix}a_n&a_{n-2}\\a_{n-1}&a_{n-3}\end{vmatrix}}{-a_{n-1}}

Variazioni di segno nella prima colonna = radici con Re⁡λ>0\operatorname{Re}\lambda>0

Primo elemento nullo

riga+(−1)j riga spostata\text{riga}+(-1)^j\,\text{riga spostata}

Riga tutta nulla

p(λ)=p2(λ) p1(λ)p(\lambda)=p_2(\lambda)\,p_1(\lambda)

Si sostituisce la riga con

p1′(λ)p_1'(\lambda)

Soglia: Re⁡λi<−σ\operatorname{Re}\lambda_i<-\sigma

λ=s−σ\lambda=s-\sigma

Smorzamento ξ>ξmin⁡=sin⁡γ\xi>\xi_{\min}=\sin\gamma

p(λejγ) p(λe−jγ)p(\lambda e^{\mathrm j\gamma})\,p(\lambda e^{-\mathrm j\gamma}) ωn=α2+ω2\omega_n=\sqrt{\alpha^2+\omega^2} ξ=−αωn\xi=-\frac{\alpha}{\omega_n}