Il criterio di Routh decide la stabilità asintotica dal segno delle parti reali degli autovalori. Ha due limiti. Riguarda lo stato, mentre l'uscita può non mostrare tutti i modi. Vale per i sistemi lineari, mentre un sistema non lineare non ha autovalori. Per il primo limite si guardano i modi che compaiono in uscita (stabilità esterna). Per il secondo servono il criterio di Lyapunov e la linearizzazione.
Che cosa dice Routh
Dai coefficienti di p(λ)=det(A−λI) il criterio ricava il segno di Reλi. Con la traslazione dell'asse immaginario controlla anche Reλi<−σ, cioè la velocità di convergenza e le costanti di tempo τ=−1/λ. Con Reλi≤0 studia la stabilità semplice.
Il polinomio caratteristico dà la molteplicità algebrica degli autovalori, non quella geometrica: per quella serve la matrice A. Perciò per gli autovalori multipli sull'asse immaginario Routh non basta a decidere. Tutte queste conclusioni riguardano lo stato e si chiamano stabilità interna.
Stabilità esterna
L'uscita dipende dallo stato iniziale e dall'ingresso attraverso Ψ(t)=CeAt e W(t)=CeAtB+Dδ(t):
y(t)=Ψ(t−t0)x0+∫t0tW(t−τ)u(τ)dτ
Un modo compare in uscita solo se sta in queste matrici.
Nell'evoluzione libera compaiono i modi in Ψ, i modi osservabili.
Nell'evoluzione forzata compaiono i modi in W, cioè quelli sia eccitabili (presenti in H(t)=eAtB) sia osservabili.
Un modo che non compare né in Ψ né in W non influisce sull'uscita. Nella stabilità esterna l'informazione è quindi più limitata di quella sullo stato.
Il criterio di Lyapunov
L'idea nasce dall'energia. Una roccia su una collina ha due equilibri, in cima e in fondo. Una piccola spinta la allontana dalla cima e la porta verso l'energia minore, cioè il fondo: il fondo è stabile, la cima no.
Al sistema si associa una funzione V(x), che nasce come energia ma si generalizza e non la rappresenta sempre. Se esiste una Vdefinita positiva, nulla nell'equilibrio e positiva altrove, con derivata V˙ lungo le traiettorie definita negativa, l'equilibrio è asintoticamente stabile. Il motivo: V può solo diminuire e si annulla soltanto nell'equilibrio, quindi lo stato è spinto verso di esso.
Il criterio è solo sufficiente. Se si trova una V adatta il sistema è stabile, se non la si trova non si può concludere che non esista.
Di solito si prendono funzioni quadratiche. Una matrice simmetrica è definita positiva se i determinanti dei suoi minori principali, calcolati sulla diagonale a partire dall'angolo in alto a sinistra, sono tutti positivi.
È un'equazione di Sylvester, detta in questa forma equazione di Lyapunov. Per ogni P simmetrica definita positiva esiste una soluzione Q simmetrica definita positiva se e solo se tutti gli autovalori di A hanno parte reale negativa. Nel caso lineare il criterio è quindi anche necessario: se non esiste una Q definita positiva, il sistema non è asintoticamente stabile.
Si procede così: si fissa P nel modo più semplice, per esempio P=I, e si risolve l'equazione rispetto agli elementi di Q, simmetrica. Poi si controlla che Q sia definita positiva.
Un esempio
Sia p(λ)=λ2+6λ+5, con matrice
A=(0−51−6)Q=(q11q12q12q22)
I coefficienti sono positivi e il grado è 2, quindi il sistema è asintoticamente stabile. Si verifica con P=I. L'equazione ATQ+QA=−I dà un'equazione per ogni elemento:
L'equazione dell'elemento (2,1) coincide con quella dell'elemento (1,2), perché il primo membro è simmetrico. La soluzione è
Q=101(11111)
con q11>0 e detQ=101>0: Q è definita positiva, in accordo con gli autovalori −1 e −5.
La funzione V lungo una traiettoria
Piano di stato
statox1x2
traiettoria
curva di livello di V
Valore di V
V oratV
V lungo la traiettoria
Lungo la traiettoria V decresce: lo stato attraversa curve di livello sempre più piccole fino all'equilibrio. Il cursore è il tempo.
Linearizzazione
Un sistema non lineare x˙=f(x,u) ha una coppia di equilibrio (xe,ue) quando f(xe,ue)=0. Si può considerare ue=0, cioè nessun forzamento, ma un equilibrio con ue=0 non esiste sempre. Vicino all'equilibrio si sviluppa f al primo ordine, trascurando i termini di ordine superiore:
A è il Jacobiano rispetto allo stato, di dimensione n×n. B è la derivata rispetto all'ingresso, di dimensione n×m con m ingressi. Con il cambio di variabile z=x−xe e uˉ=u−ue si ha z˙=x˙, perché x˙e=0, e quindi
z˙=Az+Buˉ
Questa è la forma nota: A descrive il comportamento del sistema vicino a xe.
Stabilità locale
Gli autovalori di A distinguono tre situazioni.
Tutti con Reλi<0: il sistema lineare è asintoticamente stabile e il non lineare è asintoticamente stabile localmente, in un intorno dell'equilibrio. La V del sistema lineare, usata sul non lineare, è definita positiva con derivata definita negativa vicino all'equilibrio.
Almeno uno con Reλi>0: nel sistema lineare c'è un modo divergente, e il non lineare è localmente instabile.
Tutti con Reλi≤0 e almeno uno nullo: è il caso critico, la linearizzazione non decide.
Le equazioni x˙=x2 e x˙=−x3 hanno la stessa approssimazione lineare x˙=0, ma la prima è instabile e la seconda asintoticamente stabile. Da x(0)=21 le soluzioni sono x(t)=1−t/21/2 e x(t)=1+t/21/2.
Stessa approssimazione lineare
tx
approssimazione lineare x˙=0
x˙=x2
x˙=−x3
Le due equazioni hanno la stessa approssimazione lineare, ma una diverge e l'altra tende a zero: con un autovalore nullo la linearizzazione non decide.
Il pendolo
Con stato x1, angolo dalla verticale verso il basso, e x2, velocità angolare, il pendolo di massa m, lunghezza l e coefficiente d'attrito k è
con g accelerazione di gravità. Con ue=0 gli equilibri sono x2=0 e sinx1=0, cioè x1=0 (massa in basso) e x1=π (massa in alto), ripetuti ogni 2π. Il Jacobiano rispetto allo stato non contiene l'ingresso:
A=(0−lgcosx11−mk)
e il polinomio caratteristico è
det(A−λI)=λ2+mkλ+lgcosx1
In basso, x1=0 e cosx1=1. Con k,m,g,l>0 i coefficienti sono tutti positivi, quindi Reλi<0: il pendolo è localmente asintoticamente stabile.
In alto, x1=π e cosx1=−1. Il termine noto è −g/l<0, quindi il prodotto delle radici è negativo: una radice è positiva e una negativa, e il pendolo è instabile.
Autovalori del pendolo linearizzato
λ1λ2ReIm
parte reale negativa
In basso gli autovalori stanno a sinistra dell'asse immaginario, in alto uno passa a destra. Il selettore sceglie la posizione, i cursori k/m e g/l.