con molteplicità algebrica e geometrica uguali se ∣λi∣=1
Blocco di Jordan
Jt=(λt0tλt−1λt)
Condizioni di Jury necessarie
p(1)>0(−1)np(−1)>0p(1)>0(−1)np(−1)>0
Trasformazione bilineare
λ=1−s1+s
Le radici di p sono nel cerchio se e solo se quelle di T(s) hanno parte reale negativa
Lyapunov
ΔV=V(x(t+1))−V(x(t))V=21xTQxATQA−Q=−P
Eccitabile
uiviTB=0
Osservabile
CuiviT=0
Equilibri e modi
Un sistema a tempo discreto aggiorna lo stato a ogni passo: x(t+1)=f(x(t),u(t)). Un equilibrio è uno stato che il sistema riproduce, con l'ingresso di equilibrio ue:
xe=f(xe,ue)
Nel sistema lineare omogeneo x(t+1)=Ax(t) la condizione diventa xe=Axe, cioè
(A−I)xe=0
L'origine è sempre un equilibrio. Altri equilibri esistono solo se 1 è autovalore di A, e sono i punti dell'autospazio relativo.
L'evoluzione libera è governata da Φ(t)=At, quindi i modi sono del tipo λt. Rispetto al tempo continuo cambia il confronto: decide il modulo di λ rispetto a 1, non il segno della parte reale.
∣λ∣<1: il modo converge, alternando il segno se λ<0.
∣λ∣>1: il modo diverge, e lo stato si allontana dall'origine se la condizione iniziale lo eccita.
∣λ∣=1: l'autovalore sta sulla circonferenza unitaria, che qui fa le veci dell'asse immaginario. Se le molteplicità algebrica e geometrica coincidono, il modo resta limitato. Se la geometrica è minore compaiono termini polinomiali in t, e lo stato diverge quando la condizione iniziale li eccita.
Il termine polinomiale viene dal blocco di Jordan, perché J=λI+N con N2=0:
J=(λ01λ)Jt=(λt0tλt−1λt)
Con ∣λ∣=1 l'elemento tλt−1 ha modulo t e cresce senza limite.
Stabilità e cerchio unitario
A tempo continuo gli autovalori di un sistema asintoticamente stabile stanno nel semipiano sinistro. A tempo discreto stanno all'interno del cerchio unitario.
Stabilità asintotica: ∣λi∣<1 per ogni i. L'interno è aperto, la circonferenza è esclusa.
Stabilità semplice: ∣λi∣≤1 e, per gli autovalori con ∣λi∣=1, molteplicità algebrica e geometrica uguali.
Instabilità: un autovalore con ∣λi∣>1, oppure sulla circonferenza con molteplicità geometrica minore dell'algebrica.
Un autovalore fuori dal cerchio corrisponde a uno con parte reale positiva nel continuo.
L'autovalore nel piano e il suo modo
Autovalori σe±jθ
λReIm
∣λ∣<1
Il modo nel tempo
t
σtcosθt
inviluppo ±σt
Il modo σtcosθt converge se λ sta dentro il cerchio unitario, resta limitato sulla circonferenza e diverge fuori. Con θ=π il segno alterna.
Il criterio di Jury
Serve sapere se le radici del polinomio caratteristico p(λ) stanno nel cerchio unitario, senza calcolarle. Il criterio di Jury lo decide dai coefficienti, come Routh. Per p di grado n e coefficiente direttivo an>0 richiede
p(1)>0,(−1)np(−1)>0
(il segno di p(−1) dipende dal grado), più altre condizioni sui coefficienti, che si ottengono costruendo righe successive di grado sempre più basso. Qui non si usa, perché è più comodo ricondursi a Routh.
La trasformazione bilineare
Si sostituisce a λ una funzione di una nuova variabile s che manda l'asse immaginario sulla circonferenza unitaria e il semipiano sinistro nell'interno del cerchio:
λ=1−s1+s,s=λ+1λ−1
Il motivo sta nei moduli: ∣1+s∣2−∣1−s∣2=4Res, quindi ∣λ∣<1 se e solo se Res<0, e ∣λ∣=1 se e solo se Res=0. Anche λ=(s+1)/(s−1) ha questa proprietà: cambia solo il segno di λ, e qui si usa la prima forma.
Il semipiano sinistro diventa il cerchio unitario
Piano s
sReIm
Res<0
Piano λ
λReIm
∣λ∣<1
La trasformazione bilineare manda il semipiano sinistro nell'interno del cerchio unitario e l'asse immaginario sulla circonferenza. Uscendo dal semipiano, λ esce dal cerchio.
Per studiare p(λ) si sostituisce λ=(1+s)/(1−s) e si elimina il denominatore moltiplicando per (1−s)n. Si ottiene un polinomio T(s) a cui si applica Routh: le radici di p stanno nel cerchio unitario se e solo se quelle di T hanno parte reale negativa. Moltiplicare per una costante non cambia le radici, quindi si può togliere ogni frazione.
Primo esempio. Per p(λ)=4λ2−1 le radici sono ±21, dentro il cerchio. Si verifica con la trasformazione:
T(s)=4(1+s)2−(1−s)2=3s2+10s+3
I coefficienti sono positivi e il grado è 2, quindi per Routh le radici sono a sinistra dell'asse immaginario. Sono −31 e −3, che corrispondono a λ=21 e λ=−21.
Secondo esempio. Sia p(λ)=λ3−54λ2−41λ+51. Moltiplicando per 20 si tolgono le frazioni:
Ogni potenza si sviluppa: (1+s)3=1+3s+3s2+s3, (1+s)2(1−s)=1+s−s2−s3, (1+s)(1−s)2=1−s−s2+s3, (1−s)3=1−3s+3s2−s3. Sommando i coefficienti di ogni potenza di s:
T(s)=27s3+93s2+37s+3
Nella tabella di Routh la riga 1 vale
9393⋅37−27⋅3=311120321027933111203373
La prima colonna è positiva, senza variazioni di segno: le radici di T hanno parte reale negativa, quindi quelle di p stanno nel cerchio unitario. Infatti p(λ)=(λ−21)(λ−54)(λ+21).
Lyapunov a tempo discreto
L'idea è quella del continuo, un'energia che diminuisce, ma al posto della derivata V˙ si guarda la variazione fra due passi:
ΔV=V(x(t+1))−V(x(t))
Se V è definita positiva, nulla nell'equilibrio, e ΔV è definita negativa, l'equilibrio è asintoticamente stabile (localmente, per un sistema non lineare). Se ΔV≤0 c'è stabilità semplice.
Per il sistema lineare si sceglie una forma quadratica, con Q definita positiva, e si usa x(t+1)=Ax(t):
Se esistono due matrici definite positive P e Q tali che
ATQA−Q=−P
allora ΔV=−21x(t)TPx(t) è definita negativa. Per un sistema lineare la condizione è anche necessaria: una soluzione Q definita positiva esiste se e solo se tutti gli autovalori di A stanno nell'interno del cerchio unitario. Si fissa P definita positiva e si cerca Q: se esiste una Q definita positiva c'è stabilità asintotica, altrimenti non c'è.
Stabilità ingresso-uscita
Un ingresso limitato deve dare un'uscita limitata, con stato iniziale nullo. L'uscita forzata dipende da W(t)=CAt−1B, quindi contano solo i modi che compaiono in W, cioè quelli eccitabili e osservabili: devono convergere, e i loro autovalori stanno nell'interno del cerchio unitario. Gli altri modi non contano.
Per la stabilità in ogni stato, cioè con stato iniziale qualunque, devono essere limitati anche i modi osservabili, quelli che compaiono in Ψ(t)=CAt: ∣λ∣≤1, con molteplicità algebrica e geometrica uguali per gli autovalori sulla circonferenza.
Eccitabilità e osservabilità con più ingressi e uscite
Sia U=(u1…un) la matrice degli autovettori destri e siano viT le righe di U−1. Per gli autovalori reali λi i modi entrano così:
Il modo i è eccitabile se uiviTB=0, osservabile se CuiviT=0. Con più ingressi e più uscite viTB è una riga con tanti elementi quanti gli ingressi e Cui una colonna con tanti elementi quante le uscite: non sono più numeri, e il test è che non siano nulle. Il modo è eccitabile se lo eccita almeno un ingresso, osservabile se lo vede almeno un'uscita.