Per un polo semplice si moltiplica per il suo fattore e si valuta nel polo. Per il polo doppio si moltiplica per s2: il valore in 0 dà R3, la derivata in 0 dà R4.
I residui dei poli reali si calcolano come prima: R1=41 e R2=−201. Per gli altri due si uguagliano i due membri in due valori di s che non annullano il denominatore:
I primi due termini sono modi del sistema e si spengono. Gli ultimi due sono una sinusoide con la pulsazione dell'ingresso. Per scriverla come Msin(t+β) si usa sin(t+β)=sintcosβ+costsinβ e si uguagliano i coefficienti:
Mcosβ=101Msinβ=−51Mcosβ=101Msinβ=−51
Sommando i quadrati, M2=1/100+1/25=1/20. Il rapporto dà tanβ=−2, con cosβ>0. Quindi M=1/20 e β=−arctan2.
Transitorio e regime
Se esiste, la risposta y(t) si scompone in due parti.
La risposta a regimeyr(t) è ciò a cui l'uscita si assesta. Sta nella risposta forzata ed è legata all'ingresso: a un gradino corrisponde un gradino di ampiezza moltiplicata per W(0), a una sinusoide una sinusoide.
La risposta transitoria è tutto il resto. Contiene la risposta libera, che si estingue se i modi osservabili convergono, e la parte della forzata legata ai modi naturali.
Il tempo di salita, il tempo di assestamento e la sovraelongazione descrivono il transitorio e fissano come si vuole che il sistema risponda a un gradino. Il regime non esiste sempre: se i modi naturali divergono l'uscita non si assesta.
Si parte da
y(t)=Ψ(t−t0)x0+∫t0tW(t−τ)u(τ)dτ
con Ψ(t)=CeAt e W(t)=CeAtB+Dδ(t). Si tiene fisso t mandando t0→−∞. Il regime è yr(t)=limt0→−∞y(t) e deve essere indipendente da x0, quindi serve Ψ(t−t0)x0→0: tutti i modi osservabili devono convergere. Resta
yr(t)=∫−∞tW(t−τ)u(τ)dτ
Questo integrale deve esistere: servono modi eccitabili e osservabili convergenti, già inclusi fra gli osservabili. Si considerano ingressi periodici e polinomiali, il gradino compreso.
Ingresso sinusoidale
Il seno è una combinazione di due esponenziali complessi, sinωt=(ejωt−e−jωt)/(2j). Per linearità basta u(t)=ejωt: il fattore 1/(2j) esce dall'integrale e l'altro esponenziale si ottiene con −ω. Con θ=t−τ gli estremi diventano +∞ e 0:
perché l'integrale è la trasformata di Laplace di W in s=jω. Si scrive W(jω)=Mejφ, con M=∣W(jω)∣ e φ=∠W(jω). Per un sistema reale W(−jω) ha lo stesso modulo e fase opposta: il modulo è una funzione pari, la fase dispari. Dunque
A regime l'uscita è una sinusoide con la stessa pulsazione, ampiezza moltiplicata per M e sfasata di φ. Nel secondo esempio W(j)=1/(2+4j) ha modulo 1/20 e fase −arctan2, proprio M e β trovati. Per capire come un sistema, per esempio un microfono, tratta segnali periodici serve quindi conoscere modulo e fase di W a ogni pulsazione.
Ingresso sinωt, W(s)=1/((s+1)(s+3))
t
ingresso
risposta forzata
regime yr
Dopo un transitorio l'uscita è una sinusoide con la pulsazione dell'ingresso, ma di ampiezza e fase diverse. Cambiando ω cambiano entrambe.
Poli, zeri e forma di Bode
La funzione di trasferimento è un rapporto di polinomi, con il grado del numeratore non maggiore di quello del denominatore. Le radici del numeratore sono gli zeri, quelle del denominatore i poli. I poli sono autovalori, quelli dei modi sia eccitabili sia osservabili. Se manca eccitabilità o osservabilità ci sono cancellazioni fra poli e zeri e il grado cala. W(s) non dice quale proprietà manca: per saperlo si guardano le trasformate di H e di Ψ.
Si mettono in evidenza i parametri dei modi. Un autovalore reale λ dà il fattore s−λ, con la costante di tempo τ=−1/λ, positiva se λ<0:
s−λ=−λ(1+τs)
Il modo è eλt=e−t/τ e τ è il tempo in cui si riduce a 1/e. Una coppia complessa α±jω dà un fattore di secondo grado, con ωn=α2+ω2 e ξ=−α/ωn:
Raccogliendo tutte le costanti nel guadagno K, valore di srW(s) in s=0, si ottiene la forma di Bode: K per un monomios−r (poli nell'origine), per i binomi1+τs e per i trinomi, ciascuno con esponente +1 al numeratore e −1 al denominatore:
Si studia ogni fattore e si sommano i grafici. Nei diagrammi di Bode il modulo è in decibel, la fase è lineare e l'asse delle pulsazioni è logaritmico: le distanze fra 1 e 10, fra 10 e 100, fra 0,1 e 1 sono uguali, e si vede un intervallo ampio in un solo grafico.
Guadagno. Il modulo è la retta orizzontale 20log10∣K∣: sopra 0 dB se ∣K∣>1, sotto se ∣K∣<1. La fase è 0 per K>0 e ±π per K<0.
Monomio. Con s=jω il modulo è ω e la fase π/2: una retta di pendenza +20 dB per decade, che passa per 0 dB in ω=1. Per 1/s il modulo si ribalta, pendenza −20 dB per decade, e la fase è −π/2. In 10/s il guadagno alza la retta di 20 dB: 20 dB in ω=1, 0 in ω=10, −20 in ω=100, con fase −π/2. Qui il diagramma è esatto.
Per ω∣τ∣≪1 il modulo è circa 0 dB, per ω∣τ∣≫1 è circa 20log10(ω∣τ∣), cioè una retta di pendenza +20 dB per decade. La pulsazione di rottura è 1/∣τ∣, dove il modulo esatto è 20log102, circa 3 dB sopra gli asintoti: è l'errore massimo. La fase va da 0 a π/2 se τ>0, a −π/2 se τ<0. Si approssima con una retta da una decade prima a una decade dopo la rottura; in ω=1/∣τ∣ il valore esatto è ±π/4. Il modulo non dipende dal segno di τ, la fase si ribalta. Se il binomio è al denominatore, modulo e fase cambiano segno.
Un binomio 1+τs e i suoi asintoti
Modulo
log10ωdB
esatto
asintotico
Fase
log10ωφ/π
esatta
asintotica
Il modulo è piatto fino alla rottura e poi sale di 20 dB per decade, la fase passa da 0 a π/2. Al denominatore tutto si ribalta, il segno di τ ribalta solo la fase.
Esempio. La funzione W(s)=1/((s+1)(s+10)) non è in forma di Bode, perché s+10 non è del tipo 1+τs. Si mette in evidenza il guadagno:
W(s)=(1+s)(1+10s)0,1
Il guadagno 0,1 vale −20 dB e ha fase 0. I due binomi sono al denominatore, con τ=1 e τ=0,1: le rotture sono in ω=1 e ω=10. Il modulo è −20 dB fino a 1, poi scende di 20 dB per decade, quindi −40 dB in ω=10, poi di 40 dB per decade, quindi −80 dB in ω=100. La fase scende di π/2 attorno a ciascuna rottura, da 0 a −π. Per leggere modulo e fase a una pulsazione si traccia la verticale e si guardano i due grafici.
Bode di 1/((s+1)(s+10))
Modulo
−40 dB−80 dBlog10ωdB
esatto
asintotico
Fase
log10ωφ/π
esatta
asintotica
I tratti rettilinei sommano i contributi dei fattori. La curva esatta li segue e se ne scosta di circa 3 dB nelle rotture.