Lezione 11 · Canale 1 · venerdì 16 ottobre 2026

Ritardi e trasformata Z

Sistemi Dinamici

Un ingresso limitato che fa divergere l'uscita

Con stato iniziale nullo Y(s)=W(s) U(s)Y(s)=W(s)\,U(s), e la risposta impulsiva è l'antitrasformata di W(s)W(s). Sia

W(s)=s−1s(s+1)=−1s+2s+1W(s)=\frac{s-1}{s(s+1)}=-\frac1s+\frac2{s+1}

I residui sono lim⁡s→0s W(s)=−1\lim_{s\to0}s\,W(s)=-1 e lim⁡s→−1(s+1) W(s)=2\lim_{s\to-1}(s+1)\,W(s)=2, quindi W(t)=(−1+2e−t) δ−1(t)W(t)=(-1+2e^{-t})\,\delta_{-1}(t): una costante più un esponenziale che si spegne, limitata. Con l'ingresso costante u(t)=2 δ−1(t)u(t)=2\,\delta_{-1}(t), cioè U(s)=2/sU(s)=2/s, il polo in 00 diventa doppio:

Y(s)=2(s−1)s2(s+1)=R12s2+R11s+R21s+1\begin{aligned} Y(s)&=\frac{2(s-1)}{s^2(s+1)}\\ &=\frac{R_{12}}{s^2}+\frac{R_{11}}{s}+\frac{R_{21}}{s+1} \end{aligned}

Con G(s)=s2 Y(s)=2(s−1)/(s+1)G(s)=s^2\,Y(s)=2(s-1)/(s+1):

R12=G(0)=−2R11=G′(0)=4R21=lim⁡s→−1(s+1) Y(s)=−4\begin{aligned} R_{12}&=G(0)=-2\\ R_{11}&=G'(0)=4\\ R_{21}&=\lim_{s\to-1}(s+1)\,Y(s)=-4 \end{aligned} y(t)=(4−2t−4e−t) δ−1(t)y(t)=\bigl(4-2t-4e^{-t}\bigr)\,\delta_{-1}(t)

Risposta impulsiva limitata e ingresso limitato non bastano a dare un'uscita limitata. Il termine −2t-2t viene da R12/s2R_{12}/s^2: il polo in 00 è doppio perché è sia di W(s)W(s) sia di U(s)U(s).

Ingresso costante e uscita che diverge

00,511,522,533,544,555,56−8−6−4−202
  • ingresso
  • risposta impulsiva
  • uscita
La risposta impulsiva è limitata, ma con ingresso costante l'uscita scende senza limite.

Un ingresso che parte in ritardo

Un ingresso costante che comincia in t=1t=1 è u(t)=2 δ−1(t−1)u(t)=2\,\delta_{-1}(t-1), e per la regola del ritardo U(s)=2e−s/sU(s)=2e^{-s}/s. Per un sistema più semplice, con W(s)=1/(s+1)W(s)=1/(s+1):

Y(s)=e−s 2s(s+1)Y(s)=e^{-s}\,\frac{2}{s(s+1)}

Il fattore e−se^{-s} non è una funzione razionale, quindi Y(s)Y(s) nel suo insieme non ha uno sviluppo in fratti semplici. Si lascia da parte il fattore, come se non ci fosse, e non lo si include nel calcolo dei residui. Si antitrasforma la parte razionale e solo alla fine si ritarda il risultato:

2s(s+1)=2s−2s+1\frac{2}{s(s+1)}=\frac2s-\frac2{s+1}

che ha antitrasformata (2−2e−t) δ−1(t)(2-2e^{-t})\,\delta_{-1}(t). Ritardata di 11:

y(t)=(2−2e−(t−1)) δ−1(t−1)y(t)=\bigl(2-2e^{-(t-1)}\bigr)\,\delta_{-1}(t-1)

Il gradino ritardato moltiplica l'espressione intera: scritto su un solo termine, l'altro sembrerebbe valere anche prima di t=1t=1. Si mette su tutti i termini, o su nessuno.

Un ingresso rettangolare

Un ingresso di ampiezza 33 attivo fra t=1t=1 e t=2t=2 è la differenza di due gradini ritardati. In ss non c'è più la divisione del tempo in tratti, e la funzione si scrive intera:

u(t)=3 δ−1(t−1)−3 δ−1(t−2)U(s)=3 e−s−e−2ss\begin{aligned} u(t)&=3\,\delta_{-1}(t-1)-3\,\delta_{-1}(t-2)\\ U(s)&=3\,\frac{e^{-s}-e^{-2s}}{s} \end{aligned}

Con W(s)=1/(s+1)W(s)=1/(s+1) compaiono due ritardi diversi, ma la stessa funzione razionale:

Y(s)=3s(s+1) (e−s−e−2s)Y(s)=\frac{3}{s(s+1)}\,\bigl(e^{-s}-e^{-2s}\bigr)

Si studia un pezzo solo. 3/(s(s+1))3/(s(s+1)) ha antitrasformata 3(1−e−t) δ−1(t)3(1-e^{-t})\,\delta_{-1}(t), la risposta a un gradino di ampiezza 33. La si ritarda di 11 e si sottrae la stessa ritardata di 22:

y(t)=y1(t)+y2(t)y1(t)=3(1−e−(t−1)) δ−1(t−1)y2(t)=−3(1−e−(t−2)) δ−1(t−2)\begin{aligned} y(t)&=y_1(t)+y_2(t)\\ y_1(t)&=3\bigl(1-e^{-(t-1)}\bigr)\,\delta_{-1}(t-1)\\ y_2(t)&=-3\bigl(1-e^{-(t-2)}\bigr)\,\delta_{-1}(t-2) \end{aligned}

Rettangolo e risposta

Ingresso

01234567800,511,522,53

Uscita

012345678−3−2−10123
La risposta al rettangolo è la differenza di due risposte al gradino, la seconda ritardata di più. Allungando il rettangolo con la somma sale più in alto prima di ricadere.

Leggere l'uscita negli intervalli

In un dato istante contano solo i termini già partiti. Scritta per intervalli, la risposta è

y(t)={0t<1y1(t)1≤t<2y1(t)+y2(t)t≥2y(t)=\begin{cases} 0 & t<1\\ y_1(t) & 1\le t<2\\ y_1(t)+y_2(t) & t\ge2 \end{cases}

I gradini ritardati dentro i termini fanno questa scelta da soli. Per t≥2t\ge2 i due termini si sommano e y(t)=3(1−e−1) e−(t−2)y(t)=3(1-e^{-1})\,e^{-(t-2)}, che tende a 00. Il valore dell'intera risposta si legge dopo il ritardo maggiore, quando tutti i termini sono partiti.

Il ritardo puro non è razionale

Un sistema che restituisce l'ingresso dopo TT ha y(t)=u(t−T)y(t)=u(t-T), quindi W(s)=e−sTW(s)=e^{-sT}. Per un sistema lineare stazionario a dimensione finita W(s)=C(sI−A)−1B+DW(s)=C(sI-A)^{-1}B+D è invece razionale, e e−sTe^{-sT} non lo è: il ritardo puro non si ottiene da un modello di stato con matrici finite. Non gli mancano linearità, stazionarietà o causalità, ma la dimensione finita: per restituire l'ingresso dopo TT dovrebbe ricordarne tutto l'andamento nell'ultimo intervallo di durata TT.

Nei calcoli si tratta come un ritardo qualunque, e non cambia se sta nell'ingresso o nel sistema: compare comunque il fattore e−sTe^{-sT}.

Quando serve una funzione razionale, e−sTe^{-sT} si sostituisce con un'approssimazione razionale, detta di Padé. Resta un'approssimazione: non è il ritardo.

La risposta forzata a tempo discreto

Un sistema a tempo discreto è x(t+1)=Ax(t)+Bu(t)x(t+1)=Ax(t)+Bu(t), y(t)=Cx(t)+Du(t)y(t)=Cx(t)+Du(t), con tt intero. La risposta forzata è una somma, come a tempo continuo è un integrale:

x(t)=Atx0+∑τ=0t−1At−1−τB u(τ)x(t)=A^tx_0+\sum_{\tau=0}^{t-1}A^{t-1-\tau}B\,u(\tau)

Le matrici della forma esplicita sono Φ(t)=At\Phi(t)=A^t, H(t)=At−1BH(t)=A^{t-1}B, W(t)=CAt−1BW(t)=CA^{t-1}B per t≥1t\ge1 e W(0)=DW(0)=D, la risposta impulsiva. Per un ingresso dato, per esempio il gradino, bisogna calcolare la somma. Come con Laplace, si passa a un dominio in cui la somma diventa un prodotto. La trasformata deve essere lineare e invertibile in modo univoco: a ogni f(t)f(t) una sola trasformata, e a ogni trasformata una sola f(t)f(t).

La trasformata Z

Per una funzione f(t)f(t) del tempo intero, nulla prima di 00:

F(z)=Z[f(t)]=∑t=0∞f(t) z−tF(z)=\mathcal Z[f(t)]=\sum_{t=0}^{\infty}f(t)\,z^{-t}

con zz complesso. Somiglia a Laplace: la somma al posto dell'integrale, la potenza z−tz^{-t} al posto di e−ste^{-st}. Esiste per ∣z∣>ρf|z|>\rho_f, con ρf\rho_f il raggio di convergenza. La variabile temporale discreta si indica qui con tt, altri testi usano kk, e la forma non cambia.

La trasformata è lineare, perché la somma lo è: Z[αf+βg]=αF(z)+βG(z)\mathcal Z[\alpha f+\beta g]=\alpha F(z)+\beta G(z).

Anticipo e ritardo

Con θ=t+1\theta=t+1, la somma riparte da θ=1\theta=1:

Z[f(t+1)]=∑t=0∞f(t+1) z−t=z∑θ=1∞f(θ) z−θ=z(F(z)−f(0))\begin{aligned} \mathcal Z[f(t+1)]&=\sum_{t=0}^{\infty}f(t+1)\,z^{-t}\\ &=z\sum_{\theta=1}^{\infty}f(\theta)\,z^{-\theta}\\ &=z\bigl(F(z)-f(0)\bigr) \end{aligned}

L'anticipo moltiplica per zz e toglie il valore iniziale, come L[f˙]=sF(s)−f(0)\mathcal L[\dot f]=sF(s)-f(0). Il ritardo di un passo, per ff nulla prima di 00, moltiplica per z−1z^{-1}:

Z[f(t−1)]=z−1F(z)\mathcal Z[f(t-1)]=z^{-1}F(z)

Un ritardo di TT passi dà z−Tz^{-T}. Anticipo e ritardo sono operazioni opposte, e le loro trasformate lo restano.

Il sistema nel dominio z

Trasformando x(t+1)=Ax(t)+Bu(t)x(t+1)=Ax(t)+Bu(t) si ha zX(z)−zx0=AX(z)+BU(z)zX(z)-zx_0=AX(z)+BU(z), e con y=Cx+Duy=Cx+Du:

X(z)=(zI−A)−1z x0+(zI−A)−1B U(z)Y(z)=C(zI−A)−1z x0+[C(zI−A)−1B+D]U(z)\begin{aligned} X(z)&=(zI-A)^{-1}z\,x_0\\ &\quad+(zI-A)^{-1}B\,U(z)\\ Y(z)&=C(zI-A)^{-1}z\,x_0\\ &\quad+\bigl[C(zI-A)^{-1}B+D\bigr]U(z) \end{aligned}

Confrontando con la trasformata della forma esplicita, il termine con x0x_0 è la risposta libera, e quello con U(z)U(z) la forzata. Poiché la trasformata è invertibile, le due scritture coincidono termine a termine:

Φ(z)=Z[At]=(zI−A)−1z\Phi(z)=\mathcal Z[A^t]=(zI-A)^{-1}z

Anche per AtA^t c'è quindi una strada senza autovettori: si antitrasforma (zI−A)−1z(zI-A)^{-1}z. Per la risposta forzata, H(t)=At−1BH(t)=A^{t-1}B è AtBA^tB ritardata di un passo, quindi il fattore z−1z^{-1} del ritardo cancella lo zz di Φ(z)\Phi(z):

H(z)=z−1 Φ(z) B=(zI−A)−1BH(z)=z^{-1}\,\Phi(z)\,B=(zI-A)^{-1}B

La somma di convoluzione diventa il prodotto H(z) U(z)H(z)\,U(z), e la funzione di trasferimento ha la stessa struttura di quella continua, con zz al posto di ss:

W(z)=C(zI−A)−1B+DW(z)=C(zI-A)^{-1}B+D

Impulso e gradino

L'impulso discreto δ(t)\delta(t) vale 11 per t=0t=0 e 00 altrove. Nella somma resta il solo termine t=0t=0, che vale z0=1z^0=1:

Z[δ(t)]=1\mathcal Z[\delta(t)]=1

Come a tempo continuo, un impulso in ingresso dà in uscita W(z)W(z), la trasformata della risposta impulsiva.

Il gradino δ−1(t)\delta_{-1}(t) vale 11 per ogni t≥0t\ge0, e la sua trasformata è una serie geometrica di ragione z−1z^{-1}:

Z[δ−1(t)]=∑t=0∞z−t=11−z−1=zz−1\begin{aligned} \mathcal Z[\delta_{-1}(t)]&=\sum_{t=0}^{\infty}z^{-t}\\ &=\frac{1}{1-z^{-1}}=\frac{z}{z-1} \end{aligned}

La serie converge se e solo se ∣z−1∣<1|z^{-1}|<1, cioè ∣z∣>1|z|>1. Qui ρf=1\rho_f=1.

Somme parziali della serie del gradino

0123456024681012
  • somma parziale
  • termine
  • limite
Per reale maggiore di i termini si spengono e le somme parziali salgono verso , più lentamente vicino a . Sotto i termini crescono e le somme non hanno limite.

Due differenze con Laplace. Al posto dell'ascissa di convergenza c'è un raggio: la convergenza dipende dal modulo di zz, non dalla fase. E il gradino 1/s1/s, strettamente proprio, diventa z/(z−1)z/(z-1): razionale, ma con numeratore e denominatore dello stesso grado, quindi non strettamente proprio.

Formulario

Ritardo di TT a tempo continuo

L[f(t−T) δ−1(t−T)]=e−sTF(s)\begin{aligned} &\mathcal L[f(t-T)\,\delta_{-1}(t-T)]\\ &=e^{-sT}F(s) \end{aligned}

Con ritardi si antitrasforma la parte razionale e si ritarda il risultato

Trasformata Z

F(z)=∑t=0∞f(t) z−tF(z)=\sum_{t=0}^{\infty}f(t)\,z^{-t}

Anticipo e ritardo

Z[f(t+1)]=zF(z)−zf(0)\mathcal Z[f(t+1)]=zF(z)-zf(0) Z[f(t−1)]=z−1F(z)\mathcal Z[f(t-1)]=z^{-1}F(z)

Sistema discreto

X(z)=(zI−A)−1z x0+(zI−A)−1B U(z)\begin{aligned} X(z)&=(zI-A)^{-1}z\,x_0\\ &\quad+(zI-A)^{-1}B\,U(z) \end{aligned} Y(z)=C(zI−A)−1z x0+W(z) U(z)\begin{aligned} Y(z)&=C(zI-A)^{-1}z\,x_0\\ &\quad+W(z)\,U(z) \end{aligned}

Matrici in zz

Φ(z)=(zI−A)−1z\Phi(z)=(zI-A)^{-1}z H(z)=(zI−A)−1BH(z)=(zI-A)^{-1}B W(z)=C(zI−A)−1B+DW(z)=C(zI-A)^{-1}B+D

Impulso e gradino

Z[δ(t)]=1\mathcal Z[\delta(t)]=1 Z[δ−1(t)]=zz−1, ∣z∣>1\mathcal Z[\delta_{-1}(t)]=\frac{z}{z-1},\ |z|>1