La convoluzione di due segnali è un terzo segnale. Il suo valore in t è l'area del prodotto fra x e una copia di y ribaltata e traslata di t. Si calcola per tratti, perché il prodotto è diverso da zero solo dove i due supporti si sovrappongono.
φxy(t)=∫−∞+∞x(τ)y(t−τ)dτ=x(t)∗y(t)
τ è la variabile di integrazione. t è un parametro esterno all'integrale e si fa variare su tutto R, per ottenere il segnale completo.
Sia x(τ)=1 in [−4,4] e y(τ)=1 in [0,3]. Ribaltato e traslato, y(t−τ) vale 1 in [t−3,t]: il bordo destro è t, il sinistro è t−3. Conviene farlo scorrere da sinistra a destra, nel verso di lettura.
Prima della sovrapposizione. Per t<−4 il bordo destro non ha raggiunto −4, quindi i supporti sono disgiunti e φxy(t)=0.
Ingresso. Per −4<t<−1 il bordo destro è dentro [−4,4] e il sinistro è ancora fuori, cioè t>−4 e t−3<−4. Si sovrappongono i punti di [−4,t]:
φxy(t)=∫−4t1dτ=t+4
È una retta di pendenza 1, che vale 0 in t=−4 e 3 in t=−1.
Contenimento. Per −1<t<4 valgono t−3>−4 e t<4, quindi y(t−τ) sta tutto dentro il supporto di x. L'area è quella di y e non dipende da t:
φxy(t)=∫t−3t1dτ=3
Uscita. Per 4<t<7 il bordo destro ha superato 4 e il sinistro è ancora dentro, cioè t>4 e t−3<4. Si sovrappongono i punti di [t−3,4]:
φxy(t)=∫t−341dτ=7−t
Questa retta vale 3 in t=4 e 0 in t=7. Per t>7 i supporti sono di nuovo disgiunti. Il risultato è un trapezio:
φxy(t)=⎩⎨⎧0t+437−t0t<−4−4≤t≤−1−1≤t≤44≤t≤7t>7
Due rettangoli uguali: il triangolo
Con x(τ)=rect(τ), che vale 1 in [−1/2,1/2], e y(t−τ)=rect(t−τ), che vale 1 in [t−1/2,t+1/2], i casi sono gli stessi, tranne il contenimento, che si riduce al solo t=0. Il ribaltamento non cambia la forma, perché la rect è pari.
Per t<−1 il bordo destro t+1/2 è prima di −1/2: i supporti sono disgiunti e la convoluzione è nulla. Per −1<t<0 si sovrappongono i punti di [−1/2,t+1/2]. Per 0<t<1 quelli di [t−1/2,1/2]. Per t>1 la convoluzione torna a zero. In t=0 i due rettangoli coincidono e l'area è 1.
Nel calcolo a mano si può quindi scegliere quale segnale ribaltare e traslare. Con una rect e una tri conviene traslare la rect, che è più semplice da seguire.
Se x e y hanno durate Δx e Δy, la convoluzione dura Δx+Δy. La proprietà si usa senza dimostrarla, come controllo del calcolo: 8+3=11, da −4 a 7, e 1+1=2, da −1 a 1.
Durata della convoluzione
I due segnali, centrati in −2 e 2
ΔxΔyt
x(t)
y(t)
La convoluzione
Δx+Δyt
φxy(t)
Il supporto della convoluzione dura la somma delle durate. Con durate uguali il risultato è un triangolo, con durate diverse un trapezio: muovendo Δx e Δy cambiano forma e larghezza del risultato.
Convoluzione con un impulso
Si sostituisce y=δ nella definizione:
x(t)∗δ(t)=∫−∞+∞x(τ)δ(t−τ)dτ=x(t)
Come funzione di τ, δ(t−τ) è concentrato in τ=t. Per la proprietà di campionamento l'integrale restituisce il valore di x in quel punto. L'impulso è quindi l'elemento neutro della convoluzione, come 1 lo è del prodotto.
Con un impulso centrato in t0 il campionamento avviene in τ=t−t0, e il risultato è x traslato di t0:
x(t)∗δ(t−t0)=x(t−t0)
Convoluzione con un impulso traslato
δ(t−t0)t
x(t)
x(t)∗δ(t−t0)
Convolvere con δ(t−t0) sposta il segnale di t0 senza deformarlo. Con t0=0 lo lascia com'è.
Convoluzione con un treno di impulsi
Il treno di impulsi matematici ΓT(t) somma impulsi centrati nei multipli del passo T. È un segnale periodico di periodo T, come il treno di rettangoli ma con δ al posto del rettangolo:
ΓT(t)=k=−∞∑+∞δ(t−kT)
Nella convoluzione la somma esce dall'integrale. Ogni termine è la convoluzione di x con un impulso traslato, e trasla x di kT:
Il risultato è una replica di x per ogni multiplo di T. Serve per il teorema del campionamento.
Un segnale convolto con un treno di impulsi
Il segnale e il treno
ΓT(t)Tt
x(t)
La convoluzione
t
x(t)∗ΓT(t)
Ogni impulso del treno porta una replica di x: nel risultato le repliche distano T. Con T che cambia si avvicinano o si allontanano.
Convoluzione a tempo discreto
Per le sequenze la convoluzione si definisce allo stesso modo. L'integrale diventa una somma dei prodotti dei campioni:
φn=k∑xkyn−k
Filtri e risposta impulsiva
Un sistema è un blocco che riceve un ingresso x(t) e produce un'uscita y(t). È lineare se vale la sovrapposizione degli effetti: se x1(t)→y1(t) e x2(t)→y2(t), allora, con a e b costanti,
ax1(t)+bx2(t)→ay1(t)+by2(t)
È invariante nel tempo se un ingresso anticipato o ritardato di t0 dà un'uscita anticipata o ritardata della stessa quantità: se x(t)→y(t), allora
x(t−t0)→y(t−t0)
Un sistema con entrambe le proprietà si chiama filtro.
La risposta impulsivah(t) è l'uscita del filtro quando l'ingresso è l'impulso matematico δ(t). Si definisce quando si progetta il filtro, in base all'operazione che deve compiere. Con un ingresso qualunque l'uscita è la convoluzione dell'ingresso con h(t):
y(t)=∫−∞+∞x(τ)h(t−τ)dτ=x(t)∗h(t)
Filtri diversi hanno risposte impulsive diverse, scelte in base all'operazione voluta, per esempio attenuare il rumore bianco. Anche i filtri passa basso e passa banda hanno la loro h(t).
Trasformata di Fourier a tempo continuo
La trasformata di Fourier a tempo continuo (CTFT) vale per i segnali a tempo continuo. Per quelli a tempo discreto esiste un'altra trasformata. La CTFT porta x(t) nel dominio della frequenza e lo scompone in componenti alle frequenze f: è l'analisi. L'antitrasformata ricompone il segnale dalle sue componenti: è la sintesi.
Le frequenze compaiono perché x(t) si moltiplica per un esponenziale complesso. Per la formula di Eulero ha una parte reale cosinusoidale e una immaginaria sinusoidale, entrambe alla frequenza f dell'esponente:
e−j2πft=cos(2πft)−jsin(2πft)
Facendo variare f su tutto R il segnale si analizza a tutte le frequenze.
Trasformata di un rettangolo
La rettangolare larga T, rectT(t)=rect(t/T), vale 1 in [−T/2,T/2] e 0 altrove. L'integrale si riduce a quell'intervallo:
Si cambia il segno al numeratore e al denominatore e si usa sinz=(ejz−e−jz)/(2j), con z=πfT. Poi si moltiplica e si divide per T, per ottenere la forma della sinc, sinc(u)=sin(πu)/(πu):