Stabilità delle traiettorie, modelli di popolazione e criterio di Routh
Sistemi Dinamici
L'idea
Spesso non serve sapere come evolve un sistema istante per istante: basta sapere se resta fermo, se torna dove era o se si allontana. Per i sistemi lineari la risposta sta nel segno della parte reale degli autovalori, e il criterio di Routh la dà senza calcolarli.
Stabilità di una traiettoria
Con un ingresso che varia nel tempo non c'è più un punto fermo: c'è una traiettoria. Si fissa un ingresso ue(t) e una traiettoria di riferimento xe(t) che lo segue:
x˙e(t)=f(xe(t),ue(t))
La traiettoria parte da xe,0=xe(0); l'evoluzione x(t), con lo stesso ingresso, parte da x0. La domanda è la stessa degli equilibri: se si parte un po' fuori, si resta vicini alla traiettoria? La traiettoria è stabile se per ogni ε>0 esiste δ>0 tale che
∥x0−xe,0∥<δ⟹∥x(t)−xe(t)∥<εper ogni t≥0∥x0−xe,0∥<δ⟹∥x(t)−xe(t)∥<εper ogni t≥0
È asintoticamente stabile se in più ∥x(t)−xe(t)∥→0, ed è instabile se non è stabile. L'aggettivo è lo stesso degli equilibri, cambia il sostantivo.
Caso lineare. Con lo stesso ingresso, le due evoluzioni hanno lo stesso integrale di convoluzione, che nella differenza si cancella:
Quindi le condizioni sono quelle degli equilibri: Φ(t) limitata per la stabilità, Φ(t)→0 per quella asintotica. Un sistema lineare stabile ha equilibri e traiettorie stabili, e lo stesso vale per l'asintotica.
Due evoluzioni con lo stesso ingresso
t
riferimento xe(t), da 0
x(t), da 0,5
Con x˙=ax+sint la distanza fra le due evoluzioni è eat per lo scarto iniziale: con a negativo si chiude, con a positivo si apre, qualunque sia l'ingresso.
Per un sistema non lineare il risultato non si estende con l'approssimazione lineare: questa vale vicino a un punto, mentre una traiettoria si allontana da ogni punto. Tutto ciò riguarda lo stato, cioè la stabilità interna.
Diffusione di un'influenza
S sono i sani, I gli infetti, R i guariti. Un sano si ammala incontrando un infetto, con velocità proporzionale a SI secondo β; entrano N nuovi individui per unità di tempo; ogni classe muore con tasso m; gli infetti guariscono con tasso γ:
Equilibri. La seconda equazione è I(βS−γ−m)=0. Con I=0 anche R=0 e S=N/m: è la popolazione senza infezione,
xe1=N/m00
Con S=(γ+m)/β si trova un secondo equilibrio, con infetti presenti:
xe2=βγ+mγ+mN−βmmγ(γ+mN−βm)
Ha senso solo se la sua I è positiva.
Arriva un infetto. Partire vicino a xe1 vuol dire aggiungere qualche infetto. La jacobiana in xe1 è
A=−m00−βN/mβN/m−(γ+m)γ00−m
con autovalori λ1=−m, λ2=−m e λ3=βN/m−(γ+m). Decide λ3: serve βN/m<γ+m, cioè un tasso di contagio minore di quello con cui gli infetti guariscono o muoiono. L'equilibrio senza infezione è quindi localmente asintoticamente stabile se
R0=m(γ+m)βN<1
ed è instabile con R0>1. R0 è l'indice di riproduzione. Con R0=1 l'approssimazione lineare non decide.
Gli infetti vicino all'equilibrio senza infezione
t
I(t)/I(0), con γ+m=0,5
Nell'approssimazione lineare gli infetti seguono il modo e(γ+m)(R0−1)t: si spengono con R0 minore di 1, crescono con R0 maggiore di 1.
Il risultato dice su che cosa agire: ridurre i contatti riduce β, e quindi R0.
Prede e predatori
x1 sono le prede (per esempio pesci), che crescono da sole con tasso K; x2 i predatori (squali), che senza prede diminuiscono con tasso h. Gli incontri tolgono prede (coefficiente a) e nutrono predatori (coefficiente b). Il modello di Volterra è
Per ogni c e d positivi (con c minore di K) all'equilibrio ci sono più prede e meno predatori. Se le prede sono un parassita e i predatori il suo antagonista, il trattamento fa crescere il parassita.
L'equilibrio si sposta
primadopox1, predex2, predatori
Qualunque trattamento che colpisca entrambe le specie sposta l'equilibrio verso più prede e meno predatori.
La figura usa h=b=K=a=1.
Condizione necessaria sui coefficienti
Per la stabilità asintotica tutte le radici del polinomio caratteristico
p(λ)=anλn+an−1λn−1+⋯+a0
devono avere parte reale negativa. Allora ogni fattore è λ+∣λi∣, o (λ+∣α∣)2+ω2 per una coppia complessa, con coefficienti positivi. Moltiplicando, ogni coefficiente è una somma di prodotti positivi; an davanti cambia, se è negativo, tutti i segni insieme, come in −(λ+1)(λ+2)=−λ2−3λ−2:
se tutte le radici hanno parte reale negativa, i coefficienti sono tutti non nulli e dello stesso segno.
La condizione è solo necessaria. λ7+1 la viola, quindi non ha tutte le radici a parte reale negativa. Se invece vale, si passa alla tabella.
La tabella di Routh
Le righe sono n,n−1,…,0. Le prime due hanno i coefficienti alterni, a partire da an e da an−1. Ogni riga dopo si calcola dalle due precedenti:
La prima colonna del determinante resta fissa, la seconda scorre a destra. Un elemento che manca vale zero nel calcolo ma non si scrive. Le righe 1 e 0 hanno sempre un solo elemento.
Lettura. Nella prima colonna ogni variazione di segno fra elementi consecutivi è una radice a parte reale positiva, ogni permanenza una a parte reale negativa. Tutte permanenze: sistema asintoticamente stabile.
Per λ4+λ3+2λ2+λ+2:
43210111−122122
La prima colonna 1,1,1,−1,2 ha due variazioni: due radici a parte reale positiva, sistema instabile.
Uno zero nella prima colonna
Se il primo elemento di una riga è zero, la riga dopo non si calcola. Il sospetto è una radice sull'asse immaginario, che le variazioni non sanno contare; in ogni caso non c'è stabilità asintotica.
Riga non tutta nulla. Se i primi j elementi sono nulli, si somma alla riga la stessa riga spostata a sinistra di j posti e moltiplicata per (−1)j. Per esempio (0,0,1,2) con j=2 diventa (1,2,1,2). Le variazioni contano ancora le radici a parte reale positiva; con sole permanenze le radici hanno parte reale ≤0.
Riga tutta nulla. Se si annulla la riga i, che è sempre dispari, con gli elementi della riga i+1 si scrive il polinomio ausiliario p2(λ), con le sole potenze pari: per esempio, dalla riga 4 con c1,c2,c3 viene p2=c1λ4+c2λ2+c3. Allora p(λ)=p1(λ)p2(λ), le radici di p1 seguono la tabella fino alla riga i+1 e quelle di p2 sono simmetriche rispetto all'origine. Si sostituisce la riga nulla con i coefficienti di p2′(λ) e si prosegue; con sole permanenze le radici hanno parte reale ≤0.
Per λ4+λ3+2λ2+λ+1 la riga 1 si annulla. La riga 2 è (1,1), quindi p2=λ2+1 e p2′=2λ:
43210111212111
Tutte permanenze, ma la tabella è stata modificata: le radici hanno parte reale ≤0 e p2 dà ±j. Il sistema è stabile, non asintoticamente.
Le radici di λ4+λ3+2λ2+λ+1
j−jReIm
Le radici del polinomio ausiliario λ2+1 sono simmetriche rispetto all'origine e stanno sull'asse immaginario; le altre due, radici di λ2+λ+1, seguono la tabella.
Un parametro nella tabella
Per quali k ha tutte le radici a parte reale negativa questo polinomio?
p(λ)=λ4+(k+1)λ3+kλ2+λ+1
La condizione necessaria chiede k>0. La tabella è
432101k+1k+1k2+k−1−k2+k−1k+21k111
Con k>0 il terzo elemento è positivo solo se k2+k−1>0, il quarto solo se k2+k−1<0: non possono valere insieme. Nessunk rende il polinomio asintoticamente stabile.
Se un primo elemento si annulla per qualche valore del parametro, la tabella non vale per quel valore: lo si sostituisce nelle righe già calcolate e si prosegue con i numeri. Per k=0 il polinomio è λ4+λ3+λ+1 e la prima colonna è 1,1,−1,2,1: due radici a parte reale positiva.