La stabilità interna guarda dentro il sistema, cioè lo stato. Se il sistema è una scatola chiusa si vedono solo l'ingresso u e l'uscita y. Senza stato non è chiaro che cosa significhi «equilibrio», ma ha senso chiedere se l'uscita resta limitata mentre il sistema è sollecitato: è la stabilità esterna.
Definizione
Un ingresso che diverge fa divergere l'uscita anche in un sistema buono: la colpa è dell'ingresso. Per isolare il sistema si prendono solo ingressi limitati:
Il sistema è stabile esternamente (BIBO, bounded input, bounded output) se a ogni ingresso limitato corrisponde un'uscita limitata.
Non c'è un punto da cui allontanarsi, quindi non si distingue fra stabilità semplice e asintotica. Provare tutti gli ingressi è impossibile: servono condizioni sul sistema, ricavate solo nel caso lineare.
Le condizioni
Aprendo la scatola, l'uscita è
y(t)=Ψ(t−t0)x0+∫t0tW(t−τ)u(τ)dτ
Con ∥u(t)∥≤umax, la norma di una somma è al più la somma delle norme e quella di un prodotto al più il prodotto delle norme:
L'uscita è limitata se lo sono i due termini. Il primo lo è quando Ψ è limitata, perché x0 è fissato. Nel secondo W sta sotto un integrale su un intervallo che cresce: che tenda a zero non basta, serve
∫0+∞∥W(θ)∥dθ<∞
Sia Λo l'insieme degli autovalori dei modi osservabili, quelli presenti in Ψ, e ΛoE quello dei modi sia eccitabili sia osservabili, quelli presenti in W. Poiché sono combinazioni di esponenziali:
Ψ è limitata se e solo se Reλ≤0 per ogni λ∈Λo, con molteplicità algebrica e geometrica uguali se Reλ=0.
W ha integrale finito se e solo se Reλ<0 per ogni λ∈ΛoE.
Si ha ΛoE⊆Λo, ma nessuna condizione implica l'altra: la stabilità esterna le richiede entrambe. Con x0=0 il termine libero sparisce e resta solo la 2: è la stabilità esterna nello stato zero, che non va scambiata con la stabilità esterna.
Che cosa dice la funzione di trasferimento
I poli di W(s) sono gli autovalori dei modi eccitabili e osservabili, quindi la sola W(s) decide la stabilità esterna nello stato zero. Per esempio
W(s)=(s+2)(s+3)1
ha poli −2 e −3: il sistema è stabile esternamente nello stato zero. Degli altri modi non si sa nulla, quindi non si conclude sulla stabilità interna, a meno che W(s) sia data come descrizione completa: allora tutti i modi sono eccitabili e osservabili, e la stabilità è anche interna asintotica.
Relazioni fra le stabilità
Interna asintotica implica esterna: con Reλ<0 ovunque valgono entrambe le condizioni.
Esterna implica esterna nello stato zero, perché ne contiene la condizione.
Le inverse chiedono ipotesi: lo stato zero implica l'esterna se tutti i modi sono eccitabili, l'esterna implica l'interna asintotica se tutti i modi sono eccitabili e osservabili.
L'interna semplice non basta: un modo eccitabile e osservabile con Reλ=0 viola la condizione 2.
Perché una risposta a regime
Per calcolare l'uscita serve lo stato iniziale, che spesso non è noto o non serve misurare (di un motore nessuno conosce la temperatura di ogni cilindro). Si cerca un legame ingresso-uscita che dipenda il meno possibile da x0.
Se i modi decadono, aspettando molto Ψ(t−t0)x0 diventa piccolo mentre l'ingresso continua ad agire. Ma t→+∞ non va: perde la dipendenza da t e per una sinusoide il limite non esiste. Si tiene fisso t e si manda t0→−∞. La risposta a regime permanente è
yr(t)=t0→−∞limy(t)
se il limite esiste, è finito e non dipende da x0.
Indipendenza da x0: serve Ψ(t−t0)→0, cioè Reλ<0 per tutti i modi osservabili.
Esistenza: resta un integrale su un intervallo infinito. Con ingressi limitati o a crescita polinomiale converge se Reλ<0 per i modi eccitabili e osservabili, condizione già contenuta nella precedente perché ΛoE⊆Λo.
Quindi Reλ<0 per ogni λ∈Λo è necessaria e sufficiente. La stabilità interna asintotica è sufficiente ma non necessaria: un modo non osservabile può crescere dentro il sistema senza comparire in y.
Il prezzo è l'informazione: si perdono la risposta libera e la parte della forzata che si spegne. Va bene per far funzionare un sistema, non per sapere se un lago tracima, dove conta il livello iniziale.
Ingresso costante
Con u(t)=U:
yr(t)=U∫0+∞W(θ)dθ=UW(0)
perché l'integrale è la trasformata di W in s=0, dove e−sθ=1.
Per la W(s) di prima e U=1 i fratti semplici danno la risposta forzata
yF(t)=61−21e−2t+31e−3t
Gli esponenziali nascono dai poli del sistema e si spengono. Resta 1/6=W(0), che nasce dall'ingresso. Il valore dipende però dal sistema: con (s+20)(s+30) sarebbe 1/600.
Risposta al gradino, poli −p e −3
t
risposta forzata yF
regime yr=W(0)
intorno di yr
La risposta entra nell'intorno del regime e non ne esce più. Spostando p cambiano il valore di regime e la rapidità con cui ci si arriva.
Ingressi polinomiali
Con u(t)=t servono due integrali. Il secondo si ottiene derivando in s la trasformata, perché e−sθ porta fuori −θ:
L'uscita è ancora un polinomio di primo grado: i coefficienti dipendono dal sistema. Per u(t)=tk/k! si sviluppa (t−θ)k con la formula del binomio e si ripete il ragionamento:
Con i da 0 a k la potenza di t scende da k a 0 e l'ordine della derivata sale. I numeri ci=W(i)(0)/i! sono i coefficienti dello sviluppo di Taylor W(s)=∑icisi attorno a zero.
Ingresso esponenziale
Con u(t)=eat il fattore eat esce dall'integrale:
yr(t)=eat∫0+∞W(θ)e−aθdθ=W(a)eat
purché l'integrale esista. Per W(s)=1/(s+1)2 e a=4 il fattore è W(4)=1/25. L'esponente a può essere complesso.
Ingresso sinusoidale
Si scrive
sinωt=2ieiωt−e−iωt
e per linearità si sommano le risposte ai due esponenziali, con a=±iω:
yr(t)=2iW(iω)eiωt−W(−iω)e−iωt
Si pone M=∣W(iω)∣ e φ=∠W(iω). Poiché W è la trasformata di una funzione reale, come per Fourier il modulo è pari e la fase è dispari: ∣W(−iω)∣=M e ∠W(−iω)=−φ. Dunque
A regime l'uscita è una sinusoide con la stessa pulsazione, moltiplicata in ampiezza per M e sfasata di φ. Entrambi dipendono da ω e dal sistema, non da x0. Il valore W(iω) si chiama risposta armonica.
Per W(s)=1/(s+1) e u(t)=sin2t si ha W(2i)=1/(1+2i), quindi M=1/5 e φ=−arctan2.
Ingresso sinusoidale, W(s)=1/(s+1)
t
ingresso
risposta forzata
regime yr
A regime l'uscita è una sinusoide con la stessa pulsazione dell'ingresso. Aumentando ω l'ampiezza cala e lo sfasamento cresce.
Transitorio e tempo di assestamento
Il limite t0→−∞ è uno strumento matematico. In pratica si parte da un istante finito, per esempio t0=0, e si aspetta che la risposta si avvicini al regime.
Non serve aspettare all'infinito: si sceglie un intorno del regime, stretto quanto chiede il problema (per esempio l'1%), e il tempo di assestamentoTa è l'istante dopo il quale la risposta resta dentro:
∣yF(t)−yr∣≤ε∣yr∣t≥Ta
Il valore di Ta lo decide il sistema, cioè la rapidità con cui si spengono gli esponenziali dei suoi poli.
Tutto ciò che non è regime è il transitorio:
yt(t)=y(t)−yr(t)
Contiene la risposta libera, che dipende da x0, e la parte della forzata che si spegne. Non se ne studia l'andamento esatto, ma due caratteristiche globali.
Sovraelongazione. È quanto la risposta forzata supera il valore di regime, in rapporto a quel valore:
S^=yrmaxtyF(t)−yr
Il rapporto rende confrontabili obiettivi di ampiezza diversa. Il cappello distingue S^ dalla variabile s di Laplace.
Poli −1±iImλ
massimot
risposta forzata yF
regime yr
Più i poli sono oscillanti, più il massimo supera il regime: la sovraelongazione dipende dal sistema.
Tempo di salita. È il tempo che la risposta impiega per passare dal 10% al 90% del regime: più è piccolo, più il sistema è veloce. Non si misura fino al regime, perché una risposta di esponenziali decrescenti vi si avvicina senza raggiungerlo. Il 90% si raggiunge sempre.
Risposta 1−e−pt
10%90%t
risposta forzata yF
regime yr
Il tempo di salita è l'intervallo fra i due punti. Un sistema più veloce, cioè con p maggiore, ha un tempo di salita minore.
Non esiste una formula valida per ogni sistema: quelle note valgono per un modello particolare, per esempio una sola coppia di poli complessi coniugati, e con uno zero o un polo in più non valgono più.
Formulario
Stabilità esterna: Ψ limitata
Reλ≤0,λ∈Λo
con molteplicità algebrica e geometrica uguali se Reλ=0
e W integrabile
Reλ<0,λ∈ΛoE
Stato zero: solo la seconda
Interna asintotica, esterna, stato zero: ciascuna implica la successiva